domenica 15 giugno 2008

Tradizioni

BALUARDO ALLA GRANDINE

Molliche di pane
segreti bisbigli
e singhiozzi femminili
baluardo alla grandine
quando il turchese
imbrattavano nembi paurosi.


Da "Rossi di Oleandro" di Pino Santoro

Questa poesia descrive lo stato d'animo delle famiglie contadine (e la mia in particolare) durante i temporali estivi che spesso portavano la grandine e con essa rischiava di svanire la speranza del raccolto. Mio padre aveva imparato il segreto per allontanare la grandine dal nostro terreno da un suo amico. Chi era a conoscenza di questo segreto poteva rivelarlo solo ad un'altra persona, pena la perdita dei poteri sulla grandine. Come comparivano nel cielo nembi minacciosi e carichi di grandine, mio padre iniziava il rito, davanti all'uscio del trullo, gettando piccole molliche di pane sotto la pioggia e bisbigliando frasi segrete. Penso fossero giaculatorie o preghiere abbinate alla frase ripetuta spesso: "Allontanati grandine dal mio terreno". Ancora ragazzino, assistevo a quei riti misteriosi ed immaginando mio padre come un grande stregone dai poteri sovrumani. Peccato che abbiamo avuto, con i miei fratelli, la leggerezza di non aver mai chiesto di insegnare il segreto a qualcuno di noi. Non perché credo a simili miracoli ma perché con mio padre è svanita una tradizione popolare del mondo contadino.

Grazie a d.g. che ci ha rivelato le parole magiche che allontanavano la grandine
Ecco il commento che mi ha inviato:


"Jas
t Sambrangisch nna' dorm ca vech tre nuegghj d vnì; iun port iacqu, n'at port viend n'at port segn d malutiemb.
Addò a va sci stu tiemb? Addò nà cand' iadd, addò nà chiangn' piccinn∂, addò nà viv nsciuna criatur∂."
Alzati San Francesco e non dormire che vedo tre nuvole avanzare; una porta acqua, un'altra porta vento e un'altra porta segno di maltempo.
Dove deve andare questo tempo? Dove non canta il gallo, dove non piangono bambini, dove non vive nessuna creatura.


Ricordo che erano queste le parole che pronunciava una mia prozia prima di gettare la mollica di pane ai quattro punti cardinali in segno di croce...
Se può essere utile!
d.g
.

13 commenti:

  1. spesso m'imbattei nella mia lontana infanzia i fenomeni magici simili

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  2. Ha ecco cos'era!!!......la nonna fa lo stesso!!!!

    E devo dire che funziona!!!!

    Le chiederò di insegnarmi le parole magiche e ve le porterò in dono....

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  3. PS: Buon compleanno Pino!!!!

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  4. Grazie Rosy e ricambio!!!!

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  5. Scusami, con un ritardo di 19 minuti, si fa per dire, Buon Compleanno

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  6. "Jasit' Sambrancisg e na' durmì ca vech tre nueuegh de venì,

    iun port iacue, nate port viend e nat port segn di malutiemb.

    A do va sci stu tiemb? A do na cand' iadd, a do na kiangen' piccine a do na vive nisciuna criatura"

    Ricordo che erano queste le parole che prionunciava una mia prozia prima di gettare la mollica di pane ai quattro pubnti cardinali in segno di croce...

    Se può essere utile!

    d.g.


    P.S.

    Non so se il cegliese è scritto in modo corretto!

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  7. ceglieterrestre17 giugno 2008 11:59




    le notizie nel mio bosco arrivano sempre con un po' di ritardo, tutti i folletti si sono radunati per raccogliere un po' di fiori per te.

    fFaremo una bella festa, anche se ci sarà un po' di ritardo tanti auguri Folletto Pin.

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  8. Grazie per gli auguri, Angelo e Franca.

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  9. Grazie per il contributo d.g. Si capisce bene il significato. Ne faccio un post dopo qualche aggiustamento.

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  10. Pino so che può sembrare esagerato, ma quando accade, come in questo caso, che si recupera un pezzo della nostra cultura contadina, l'emozione mi attanaglia grazie a d.g. e a te, di cuore!

    Giacomo

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  11. in ritardo ma ti invio gli auguri anche da parte mia.

    e grazie a d.g. per il prezioso contributo

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  12. ceglieterrestre20 giugno 2008 13:40

    Ho voglia di ridere, ho voglia di ballare, ho voglia di prendere il sole, ma per adesso prendo il sole a scacchi.Una buona serata a tutti franca

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  13. La cultura contadina: radici e storia!!

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