sabato 26 aprile 2008

Principessa Orchidea Cegliese


Finalmente è disponibile il recente libro di Franca Bassi



"Ogni storia ha la sua ragione d’essere"
afferma la stessa autrice nella prefazione al libro. Questa storia è nata da alcuni incontri casuali, secondo i canoni della logica umana, ma probabilmente già segnati in un percorso obbligato dal destino di ogni individuo. Tali Incontri (alcuni virtuali) si sono rivelati importanti in quanto hanno ridato a Franca serenità e gioia di vivere. "...Se, ormai madre e nonna, sono riuscita a recuperare, dopo anni, una dimensione che sentivo mia, lo devo ai tanti amici come Pino Santoro, Giacomo Nigro, Pasquale Venerito, Damiano Leo, Pino Scaccia e ai tre attori Gabriella, Giuliana e Sergio. Il loro entusiasmo è stato foriero del mio ritrovato coraggio..."
Altro incontro importante è stato quello con i profumi e i sapori della nostra terra: "...Aveva raccolto delle erbe selvatiche. Cominciò a macinarle strusciando i palmi delle mani uno contro l’altro, lentamente, tenendole serrate perché ciò che custodiva all’interno non potesse scappare. Avvicinò le mani chiuse al mio naso. Le aprì sollevando appena quella superiore e mi disse: “ Questo è il profumo della nostra terra”, sgranando gli occhi a significar meraviglie come un mago intento nel suo esperimento più importante. Una fragranza si sprigionò intorno al mio viso, così forte e delicata da frastornarmi per alcuni istanti. Le mani perfettamente combacianti chiudevano in sé un universo magico dove forze ancestrali sviluppavano, all’insaputa dell’uomo, una possente energia che poteva essere catturata con un semplice respiro. C’erano in quelle mani racchiuse l’impeto e l’imperio dei miei anni giovanili che ora recuperavo, come succede per tutte le cose importanti attraverso un naturale, semplice gesto..."
Questa favola che "non vuol essere un'opera d'arte", come afferma la stessa Bassi, è pregna di umanità e di insegnamenti, sotto forma di metafora. Una moralità che può avere le sue origini soltanto da una vita profondamente vissuta e forgiata dalle grandi prove che ci assegna la vita: gioie e dolori. "...Per anni aveva scritto le sue emozioni di figlia, di donna, di madre e poi di nonna, anche di padre quando l’altro ormai non c’era più. Poi la fatica, il dolore e le incomprensioni, infine gli sbagli spesso senza rimedi e senza risposte. Protervia e sagacia, la spronavano perché il mondo non poteva crollare. Doveva farlo solo se lei lo avesse deciso, mai prima. Eppure nessuno aveva compreso la sua anima, l’essere fragile ma indomito, che albergava in quella testa dai riccioli a cascata. Quando sbagliava ricominciava daccapo. Quando le cose andavano per il verso giusto triplicava le forze. Ora che l’immagine del suo mosaico era quasi completa, non capiva se tutto fosse frutto della fantasia o la solita realtà conosciuta. Comunque una situazione fantastica..."
L'autrice si definisce una cittadina della terra o "terrestre", intanto divide il suo cuore tra due città che secondo lei sono gemelle nel loro destino.
"...Principessa aveva negli occhi le immagini di due città: Civita e Ceglie. Sfocavano e si sovrapponevano, diventando una città unica e ancor più desiderabile. Una realtà incrociata di destini e magie, accomunati da medesimi sentimenti nonostante su Civita, incombesse un fato avverso di morte e disperazione...."



Per chi vuole godere di questa piacevole ed istruttiva lettura può rivolgersi all'edicola in Piazza Sant'Antonio e a Pino Santoro.



2 commenti:

  1. Anche se da lontano ho seguito la nascita di questa opera che abbina, attraverso il gusto e l'amore per la terra nella sua vera essenza di madre e padre di tutti noi, due località della nostra Italia. Non sono mancate vicissitudini negative di marca cegliese che hanno ritardato di quattro mesi l'uscita di questo frutto della generosità di Franca. Ella si è innamorata della nostra terra rossa al punto da paragonarla e sposarla con la sua terra d'origine di Civita di Bagnoregio. Voglio qui ringraziarla per la difesa delle nostre tradizioni e delle nostre bellezze naturali e culturali e ricordare le sue parole di sprone a noi cegliesi tutti: "...Possiamo farcela, se mettiamo la nostra volontà, non aspettiamo, di arrivare al collasso totale. Salvare il castello di Ceglie, Madonna della Grotta, i paretoni, i trulli, ecc... significa salvare le radici, e vi porterà benessere. I cegliesi, devono essere orgogliosi, delle loro antichissime origini. Non seppellite, sotto uno strato di scuse, di cemento e di apatia la vostra storia."


    Giustamente Pino hai messo Franca fra i "personaggi cegliesi"

    RispondiElimina
  2. Con grande piacere annuncio che il libro sarà presentato, personalmente da Pasquale Venerito (presidente di Passoditerra), domani durante lo svolgimento della manifestazione: "Orchidee lungo i tratturi di Sumarano".

    RispondiElimina