mercoledì 2 gennaio 2008

Radici


Tecnica Mista su cartoncino di Pino Santoro


















Noi metamorfosi
come ogni cosa plasmata,
perenne antitesi
tra Scilla e Cariddi,
unica sintesi
tra caduco e immortale?
Lemuri nobilitati
o divinità decadute?
Vaganti meteore
di effimera essenza
o gocce di eterno
in terra d’esilio?
Tesi in aneliti
verso incognite,
linfa suggiamo
a profonde radici.


Da "Proscenio Bianco di Calce" di Pino Santoro


3 commenti:

  1. ceglieterrestre2 gennaio 2008 02:27

    Perfetta fusione tra lo scritto e l'immagine.

    Ci vedo, in alto un volto che guarda verso il cielo pieno di speranza, in basso uno sguardo cupo in attesa, questa è la mia interpretazione,

    adesso Pino, sta a te di dirmi cosa pensavi quando lo hai fatto. Ancora tantissimi auguri franca

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  2. Questa immagine rappresenta il dualismo che accompagna la natura umana. L'immagine in alto è la parte buona che alberga in noi. Quella sotto è il male, presenza subdola che se non viene controllata può emergere e condizionare il nostro operato.

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  3. ceglieterrestre2 gennaio 2008 06:23

    ogni cosa può essere differente da come appare

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