domenica 10 gennaio 2010

La mia biblioteca

Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì c'eri. Esistevi. E' stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante.  Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerco do capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri.  Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. E' paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato.  Mi son posta sempre l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando: "Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?". La vita è una tale fatica bambino. E' una guerra che si ripete ogni giorno e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele......

" Lettera a un bambino mai nato " di Oriana Fallaci


3 commenti:

  1. quanto le è mancato quel figlio!

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  2. Sicuramente le ha condizionato l'esistenza.

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  3. ceglieterrestre12 gennaio 2010 02:13

    Bellissima lettera, profonda, amarissima è piena di rimpianto.

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