mercoledì 14 maggio 2008

una serata con Pietro Gatti


Donato Valli visibilmente emozionato mentre svela gli arcani dello scrittoio di Pietro Gatti
Per il servizio fotografico cliccare qui o sull'immagine.

La pubblicazione di questa foto ha fatto ricomparire il blog che non è stato visibile per un giorno intero.


Ora la lascio.

3 commenti:

  1. biondidomenico15 maggio 2008 02:40

    Un attacco dei marziani?




    Sta succedendo a tanti. Si prova a digitare piazzaplebiscito.it ed esce la schermata di Splinder con sito in manutenzione. Non è vero. Bisogna andare su strumenti di Explorer o Firefox e svuotare la cache. Tutto ritornarà come prima.



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  2. ceglieterrestre15 maggio 2008 13:50




    Grazie Pietro



    Si provano intorno alla stanza

    grandi emozioni

    come profanare un altare antico.

    Quando la tua mano lenta

    sfiora il bordo consumato

    della sua scrivania.

    Le piccole maniglie

    di bachelite chiara sono sempre lì

    in attesa che una mano amica

    calda torna ad aprirle.

    Tu sai che è lì

    c'è stato un tempo

    è ancora seduto

    qualcuno che ora non c'è più.

    Quanti sospiri

    quel piccolo scrittoio ha udito.

    Lo ha accolto

    per quante ore per quanti giorni

    per quanti anni della sua vita.

    Le ha prestato il suo piano

    era il suo amico inseparabile

    e lui con gesti lenti

    ma uguali continuava

    a fissare su un foglio bianco

    i suoi pensieri

    quando tristi quando belli.

    La sua mano riordina

    ancora le sue carte

    mentre nella mente

    i pensieri le riflessioni

    attimi di tristezza

    attimi di amore appaiono sbiaditi

    e spariscono veloci nel tempo

    li cerca...li cerca nelle parole

    scritte tanti anni fa

    cerca ancora un giovanile amore.

    Poi al calar del sole

    quando nella piccola stanza

    danzano silenziose le ombre.

    Silenziosi lenti sornioni

    si assopiscono i ricordi lontani

    come fanciullo adolescente

    adulto ancora più quando

    sul viso appaiono le prime rughe

    i fili d'argento sulle tempie

    le sue parole i suoi pensieri

    non lo lasciano mai.

    Veloce lui scrive ancora

    sui suoi fogli bianchi

    Si sente... si sente

    ancora la sua presenza

    il suo profumo è ancora lì.

    Di lui restano

    la sua poesia

    i suoi fogli ingialliti

    i suoi manoscritti

    per i posteri i suoi libri.



    Franca Bassi

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  3. Grazie Pino.... grazie per le stupende emozioni che ci hai trasmesso con queste foto!

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