venerdì 28 marzo 2008

Ipotesi sulla tarantella

... Questa danza è quasi esclusivamente di uso popolare, appartenente ad ambienti contadini, e pare abbia acquisito la sua caratteristica a Taranto nel periodo della Magna Grecia. Stando al periodo in cui il tarantismo è approdato e si è sviluppato nel nostro territorio, trarrebbe le sue origini da quelle teorie che elaborò la scuola pitagorica che si riformò, nel capoluogo ionico, dopo che Pitagora (Samo 580/570-Metaponto 497 a.c.) si ritirò da Crotone a Metaponto, costretto da una congiura. Queste teorie che i filosofi tarantini Archita, Aristosseno e Clinia diffusero ed elaborarono ulteriormente, sostenute dal fatto che essi furono non solo dei teorici promulgatori della qualità risanatrice della musica ma sperimentavano anche con la pratica tali teorie, dichiaravano la musica elemento vivificante dell'essere umano ed equilibratore cosmico nel rapporto Amore–Anima-Armonia. Gli studi pitagorici, oltre ad aver fornito la musica di intervalli secondo calcoli matematici conoscendo bene l’uso del monocordo, fu utilizzata largamente a fini terapeutici. Pitagora usava la musica come rimedio terapeutico. Aristosseno, curava malati di sciatica, l'eccitazione provocata dal vino e sosteneva che l'aulos e la cetra fossero particolarmente adatti a moderare i costumi ed a salvaguardare il buon governo della città. L’utilizzo catartico della musica investiva dunque nel pitagorismo la sfera del pathos nella sua triplice valenza psichica, somatica e morale. Dal punto di vista della psicologia umanistica questa teoria assume un significato ancora più importante in quanto vi si intravedono nella pratica terapeutica, condotta attraverso l'arte, la musica e la filosofia (quest'ultima intesa come generatrice di tutte le scienze ed arti). Pitagora filosofo, terapeuta, matematico ed astronomo sosteneva la teoria che tutto il creato fosse impostato su armoniche e proporzioni e che la via dell'uomo verso la conoscenza e la saggezza passasse attraverso la consapevolezza di tali proporzioni. Bisognava essere all'unisono con l'universo con l'armonia delle sfere. A Taranto di conseguenza fiorì una straordinaria cultura musicale. La musica era il mezzo elettivo per attivare tale consapevolezza interiore e per innescare processi di crescita nell'uomo. Attraverso la musica e tutte le sue componenti (ritmo, melos, danza etc) l'uomo raggiungeva la situazione estatica che gli permetteva di vibrare all'unisono con gli dei. L'equazione estasi-benessere è alla base della teoria-pratica dell'Ontosofia Psicosomatica e Umanistica (metodo di cui è ideatore il dott. Palmirotta membro dell'AHP (Association for Humanistic Psychology) www.ontosofia.it. E’ fuori discussione che da queste teorie sia scaturita la trasformazione della musica e della danza da scopo orgiastico delle epoche preelleniche a scopo terapeutico. La tradizione della musica risanatrice, nell'area di Taranto, si è mantenuta inalterata attraverso i secoli, congiuntamente all'uso delle danze dionisiache. Si può desumere, quindi, che da queste teorie, dato il duplice scopo, ludico e curativo, derivi la taranta... (continua).

4 commenti:

  1. ceglieterrestre29 marzo 2008 10:59

    Ciao Pino per adesso ho trovato solo questo, i tuoi post sono sempre pieni di storia bravo.

    Oggi è iniziata la mia taranta (trasloco)


    Taranta


    Balla balla la taranta

    dai balla suona la taranta

    dai facciamoci una taranta

    gira gira suona e canta

    con la danza della taranta

    balla balla suona e canta

    facciamoci una risata

    co' il ballo della taranta.

    balla balla la taranta

    amore in sieme a me

    il ballo della taranta.

    franca bassi

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  2. ceglieterrestre17 maggio 2008 15:29

    Non balla la taranta ma le piace ballare.

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