sabato 6 febbraio 2010

La mia biblioteca, un libro a caso

...Questa idea fondamentale non è ancora entrata non solo nel costume, ma neppure nella mentalità di una certa "cultura" , che continua a parlare per ultrasuoni. Ciò che essa dice o vuole esprimere attraverso la comunicazione di massa è al di fuori dei presunti ascoltatori. Non si puo lamentare un disinteresse per la cultura e al tempo stesso essere al di là delle frequenze udibili.
In passato un linguaggio oscuro, nel rapporto con la plebe, era una forma do gioco di prestigio culturale: la gente, in fondo, apprezzava maggiormente coloro che pronunciavano ermetiche frasi in latino o sentenze sibilline, poiché ciò appariva come una garanzia di sapienza, di fronte alla quale ci si inchinava ammirati... Chi mai pretendeva di capire un sapiente? E poi che razza di sapiente sarebbe stato uno che faceva capire le cose? Se anche un ignorante poteva capirle, voleva dire che che non erano poi così difficili ( e che il sapiente non era poi così sapiente)...
Questa mentalità oscuramente sopravvive ancora oggi: si direbbe che c'è ancora in molti il "complesso" di farsi capire, per timore di perdere un prestigio culturale. Ciò ha una sua motivazione psicologica, perché sopravvive sempre, in buona parte del pubblico, il rispetto per l'Autorità: un'autorità della cultura deve emanare luce propria, ed essere abbastanza lontana dalle miserie di questo basso mondo, verso il quale deve guardare con condiscendenza agitando benedicente gli sfavillanti simboli del prestigio.
C'è, certamente, in molti il timore di perdere il prestigio scendendo troppo i gradini della comprensione, e dando prova di umiltà....

"Da zero a tre anni" di Piero Angela

 

2 commenti:

  1. ceglieterrestre8 febbraio 2010 05:07

    Quanti segret,i ci sono dentro i libri.Peccato!! Che delle volte, restano solo segreti.Un grande abbraccio feice settimana a tutti

    Immagine di franca

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  2. ceglieterrestre8 febbraio 2010 12:21

     

    Buona notte
    Datemi un po' di fieno
    per riposare il mio corpo stanco.
    Datemi una manciata di stelle
    per fare il mio cielo.
    Cantatemi una ninna nanna
    e portatemi per mano
    nel mondo dei sogni.
    franca bassi

     

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