domenica 10 agosto 2008

Ospitalità e riconoscenza

Nella lista data alla stampa, da un famoso stilista, non era elencato che a Ceglie Messapica si allevano gatti e si vive in simbiosi con le lucertole.
Ecco la prova
schiacciante.




Una piccola lucertola è stata salvata, da annegamento sicuro in una pozzanghera, da una provvida mano e lei, riconoscente, non voleva più lasciarla.







Chi, per libera scelta, si rifugia in un luogo è perché cerca salvezza e sicurezza.
Quel luogo è come quella mano: merita riconoscenza.
L'obiettività non è mai fuori luogo.

7 commenti:

  1. Giudicare una comunità senza viverla dall'interno è sicuramente segno di scarsa obiettività perché si deve lavorare molto di fantasia.

    R.G.

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  2. ceglieterrestre10 agosto 2008 17:38

    Se si sceglie, un fazzoletto di terra per vivere, senza che nessuno ti abbliga, perchè, poi denigrare il paese che ti ospita? La terra è tanto grande, e c'è posto per tutti, se non è di gradimento, si può anche cambiare posto.Pino sono bellissime le tue immagini, grazie anche a Mina per la bellissima giornata.Un grande abbraccio franca e Buzzichino, che ha tanto gradito le polpette.

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  3. Infatti, come si può giudicare vivendo isolati nel proprio eremo?

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  4. la mia opinione l'ho lasciata

    qui

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  5. ceglieterrestre11 agosto 2008 03:26

    E io per adesso la lascio anche qui.


    Bellissimo post Folletto.


    Er cazzaro a Ceglie


    Dimo a Roma:

    "Anvedi, sto cazzaro

    vestito da damerino".

    Se vole fa er Tarzan a Ceglie

    annasse a spasso scarzo

    senza cioce a li pedàcchi

    e 'na zappa pe' lavorà la terra

    ar posto de la matita.

    E annasse ar quer paese

    come canta Arbertone nostro

    e se guardasse drento er core

    prima de sputà senteza.


    franca bassi


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  6. che bell'immagine :)

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  7. Pino.... tu iosc mi vuè fasc murì....

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