venerdì 30 maggio 2008

Via Crucis di un'Opera Omnia

Ciracì ricorda di aver proposto in Consiglio Provinciale il finanziamento dell'Opera Omnia di Pietro Gatti ma Mita senior non ha votato e Mita junior ha votato contro.

Dal resoconto del Consiglio Comunale curato da Sydbarrett




Foto di Pino Santoro

I Ccristu bbuene se mmiò gghiecate
sott'ò pise d'a crosce liende liende

E Cristo buono s'incamminò curvo
sotto il peso della croce lentamente

Pietro Gatti

mercoledì 28 maggio 2008

venerdì 23 maggio 2008

Pillole di saggezza

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, custodiscila.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.

Madre Teresa di Calcutta



martedì 20 maggio 2008



Flash (Computer Art di Pino Santoro)


BRAMA


Vette sublimi anelo
e profondità
di universi interiori.
Bramo arsura estinguere
in fonti incontaminate
di arte cristallina.


Inedita di Pino Santoro




venerdì 16 maggio 2008

Tarantella seconda parte


Le prime fonti che parlano di tarantella risalgono, secondo le conoscenze attuali, al XVII sec. e sono fonti musicali legate alla cura del morso della tarantola; ben più antiche sono le trattazioni mediche sul fenomeno epidemico e terapeutico. Ma per risalire a chiare citazioni del ballo riconosciuto col nome di tarantella, e riconducibile a forme simili alle attuali, bisogna spostarsi più avanti nel XVIII sec. Con la diffusione del Cristianesimo e di conseguenza l’aumentato potere temporale della Chiesa ci fu un sistematico abbattimento dei riti pagani, pianificato e portato avanti nel Medioevo dai grandi Maestri della Chiesa. Accadde, quindi, che le abitudini popolari, sempre dure a morire, specie se ancestrali, si incanalarono in un nuovo fenomeno: il tarantismo. Il tarantismo restava una sintesi fra danza orgiastica e musica concepita a fini terapeutici. In realtà, la danza conservava gli aspetti originari, equivoci, ma, poiché non era ufficialmente finalizzata al culto di Dioniso, diventava in qualche modo compatibile con le Istituzioni medievali, civili e religiose. Il diffondersi delle idee illuministiche in tutta Europa emarginò a cominciare dalle grandi città, superstizioni, magie e comportamenti ad esse ispirati. Il tarantismo, quindi, come una manifestazione superstiziosa fu relegata a Napoli, nel XVII secolo, tra i ceti più bassi e poveri della società. Più che la forza della religione, che pure condannava e puniva le danze oscene, fu la forza della ragione che emarginò e decretò la fine di tutta la cultura legata ai morsi della tarantola e ai suoi rimedi. La prestigiosa scuola medica napoletana dimostrò l'inconsistenza delle pretese guaritrici del tarantismo, facendo subito breccia nelle classi medio-alte, e confinando di fatto le vecchie pratiche ai livelli più bassi della stratificazione sociale e della civiltà rurale. In un diverso contesto culturale, il tarantismo si trasformava in tarantella. La tarantella assumeva le vesti di una danza nuova: conservava il tema tarant e la prerogativa di danza popolare, ma si apriva ai gusti e alle aspettative delle classi medie e medio-alte. Nella realtà, il processo di trasformazione in danza 'compatibile' fu molto lungo. Trascorse molto tempo prima che venisse accettata nelle forme più raffinate con le quali è giunta fino a noi. Negli strati più popolari continuava, pur dietro la nuova etichetta della tarantella, a sopravvivere la vecchia maniera del tarantismo e dei rituali dionisiaci. Il livello di erotismo rimase altissimo nelle varie figure del ballo, anche quando esso fu inserito nelle manifestazioni di devozione all'interno della festa della Madonna dell'Arco. Continuava a coesistere una doppia versione di tarantella: quella orgiastica, presentata perfino come spettacolo negli ambienti della prostituzione e quella ingentilita e arricchita, non solo nei contenuti, ma anche esteticamente e musicalmente.
Leggi prima parte

mercoledì 14 maggio 2008

una serata con Pietro Gatti


Donato Valli visibilmente emozionato mentre svela gli arcani dello scrittoio di Pietro Gatti
Per il servizio fotografico cliccare qui o sull'immagine.

La pubblicazione di questa foto ha fatto ricomparire il blog che non è stato visibile per un giorno intero.


Ora la lascio.