
Ceglie Messapica: Specchia Castelluzzo

La specchia Capece è posta in un denso oliveto a m 199 sul livello del mare, sulla linea di confine dei territori di Ceglie e Francavilla. Dalla sommità sono visibili gli abitati di Ceglie e Oria, in linea d’aria equidistanti dal monumento. E’ nota al De Giorgi ed è stata descritta nel 1929 dal Teofilato. La specchia, a pianta approssimativamente subcircolare, è costituita da tre cortine alte rispettivamente, a partire dal basso, m. 1.10, 1.75, 2.00. L’ultima cortina sostiene un cumulo a forma di cono costituito da pietrame informe, alto m. 2.50. Sul fianco nord ovest, incassata nella seconda cortina, si nota una scaletta con una decina di gradini, e poco più lontano da questa una seconda scaletta con altrettanti gradini, non più facilmente percettibili. Nella parte orientale una larga cortina di base è collegata alla specchia da una scaletta a cinque gradini. La cortina, parte integrante della specchia, larga quasi 10 m, è costituita oltre che da pietrame informe anche da terriccio, per cui è stato possibile l’attecchimento di un buon numero di alberi di ulivo. Sorge sulla confluenza di tre paretoni, larghi da due metri e mezzo a tre metri.






Il Caso un mattino
mi donò esistenza
lasciando al Destino
di segnarne il cammino
grave incombenza.
Dolore e Passione
inserì in abbondanza
Fortuna, Illusione
ed a fine missione
inviò la Speranza.
La vita assai greve
dilagante il vuoto
l’entusiasmo era neve
il sonno assai breve
difficile il moto.
Amore divino
intuito il mio cruccio
mi diede una mano
con amore terreno
sciolse il mio ghiaccio.
Soave è il Destino
Se Amore ha la presa.
Da "Proscenio bianco di calce" di Pino Santoro