lunedì 3 settembre 2007

Una parte della storia cegliese

Abbazia di Sant'Anna
SEC. XII




Facciata della chiesa e statua di Sant'Anna





L’antica Abbazia rappresenta uno dei monumenti piu’ significativi dell’architettura sacra dell’alto Salento. La struttura è ad una sola navata, priva di transetto e senza abside.
La facciata è monocuspidata e ad un solo portale. L’interno risulta movimentato da sei arconi ciechi a tutto sesto distribuito in numero di tre lungo i lati longitudinali delle pareti perimetrali.
Il dipinto più significativo all’interno della chiesa è quello raffigurante la Morte di S. Anna, dalla resa iconografica e cromatica notevolmente esemplare.
Le prime notizie riguardanti l’Abbazia risalgono al 1183, data in cui il Pontefice Lucio III confermava a Pietro, Arcivescovo di Brindisi, tutti i diritti e i possessi inerenti quella Cattedra, fra i quali l’Abbatiam Sancte Anne in Villa Cilie.
Risale al 1710 un intervento risolutivo del Clero di Ceglie che, con proprio denaro, riuscì a salvare la chiesa abbaziale dalla rovina e costruì lo scenografico altare tardo-barocco nella cui nicchia si conserva il settecentesco simulacro della Santa che, recata in processione il 26 luglio di ogni anno, costituisce un irripetibile modello della scultura in legno del ‘700 salentino e pugliese








Panoramica del retro della chiesa di Sant'Anna in un reportage di SydBarrett84

giovedì 30 agosto 2007

Chiesa di San Gioacchino


Deposizione di Cristo (anonimo)
Foto di Pino Santoro

La vita è un attimo dell'eternità?

CANDORE DI NEVE

















Sbadiglia
vento malinconico,
sospira il mare.
Evanescenza fugace
e silenziosa il sonno,
ad occhi mai sazi
spegne immagini
ed altra rivela dimensione.
Mentre candore
avanza di neve
si vive oltre il morire
pretende risposta
insaziabile ragione.
Io batter d’ali
dell’eternità?

Da "Proscenio bianco di calce" di Pino Santoro

martedì 28 agosto 2007

La strada della morte


Potrebbe essere denominata a pieno titolo la strada della morte la provinciale Ceglie-Francavilla.

La percorro quasi ogni giorno ed ho perso il conto degli incidenti, anche mortali, ai quali ho assistito negli ultimi mesi. Ultimo in ordine di tempo questa mattina al semaforo vicino al Monumento in contrada Bax. Neppure i controlli assidui di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che non mancano mai su quella via, scoraggiano gli incoscienti che, troppo fiduciosi nelle proprie doti di spericolati guidatori, si esibiscono in sorpassi azzardati a velocità proibitive. Anche la segnaletica è presente in maniera sufficiente ma sembra ormai un optional coreografico e superfluo. Nemmeno il rosso dei semafori ferma la frenesia di quegli individui che non hanno rispetto per la loro vita (e purtroppo nemmeno per quella degli altri).
L'abitudine di passare con il rosso è purtroppo comune anche in città. La circonvallazione di via Francavilla e la circonvallazione all'altezza del Monterrone sono sicuramente ai primi posti per il numero di infrazioni.

La vita è unica ed irripetibile e alla sua perdita non esiste rimedio.

lunedì 27 agosto 2007

La leggenda dell'Orchidea Cegliese

Opera pittorica di Pino Santoro che trae ispirazione da un progetto editoriale di Franca Bassi

Olio e acrilici su tela 60/80