venerdì 20 gennaio 2017

Salento e gli antichi echi della tarantella

Salento e gli antichi echi della tarantella

Vissuto ai nostri giorni come momento folcloristico, di semplice divertimento e ridotta dal consumismo ad intrattenimento turistico, la tarantella, da sempre avvolta da un alone magico-religioso. Comune a tutto il territorio del Salento, ha origini antichissime ma, come tutte le tradizioni orali, si perde nell’incertezza del tempo, dopo aver subito metamorfosi profonde nella forma e nel significato.
I più antichi accenni che si conoscano, risalgono al XIV secolo ma la tarantella (tarantismo o malattia della danza) era ben radicata nel costume popolare perché fosse nata da poco.
Sicuramente di origini antichissime ha molte affinità con la cultura orfico-pitagorica che impregnò tutta l’area Magnogreca ed in particolar modo la città simbolo di tale cultura, Taranto, che non a caso da il nome al tarantismo ed alla stessa tarantella che ne è una sua derivazione.
Osservando bene le caratteristiche della danza, specie nella forma della tarantata, si può, a ragione, supporre che derivi da antichi riti preellenici portati in Grecia da flussi migratori di popolazioni orientali.
Questa danza popolare è quasi esclusivamente di uso popolare, appartenente ad ambienti contadini, e pare abbia acquisito la sua caratteristica a Taranto nel periodo della Magna Grecia. Stando al periodo in cui il tarantismo è approdato e si è sviluppato nel nostro territorio trarrebbe le sue origini da quelle teorie che elaborò la scuola Pitagorica che si riformò nel capoluogo ionico dopo che Pitagora (Samo 580/570-Metaponto 497 a.c.) si ritirò da Crotone a Metaponto, costretto da una congiura.
Queste teorie che i filosofi tarantini Archita, Aristosseno e Clinia diffusero ed elaborarono ulteriormente, sostenute dal fatto che essi furono non solo dei teorici promulgatori della qualità risanatrice della musica ma sperimentavano anche con la pratica tali teorie, dichiaravano la musica elemento vivificante dell’essere umano ed equilibratore cosmico nel rapporto Amore–Anima-Armonia.

venerdì 6 gennaio 2017

Ie tu i Valendine, due serate da incorniciare


Ie tu i Valendine, due serate da incorniciare ed archiviare tra i successi di questo Gruppo che ha mandato in scena sette commedie brillanti, in sette anni, apprezzate dal pubblico, sia al teatro Comunale che in altri luoghi in cui sono state rappresentate.
Il percorso ha avuto inizio con la commedia, sempre in cegliese, “Cungette i cadute” seguita con cadenza annuale, da “U pacce de case”, “U muerte ste buene”, “U scraffaliette”, “Canateme ete na star”, “Ce pacienze ca ngi vole”, e quest’anno “Ie tu i Valendine”.
Diversi gli interpreti di spessore che si sono alternati in questi anni ma parte del nucleo iniziale è rimasto. A questo si sono aggiunti; man mano altri elementi che, con il tempo hanno migliorato le loro performance, raggiungendo ottimi livelli.
La commedia di quest’anno si avvale della presenza degli attori: Pino Santoro, Onofrio Tanzarella, Pasqualina Sgura, Tonia Lodedo, Mimmo Turrisi, Cataldo Suma, Antonella Suma, Isa Vitale, Pietro Liuzzi, Giuseppe Vitale.
Grandi sono le attese da parte di un pubblico assiduo che ci segue fin dal primo anno.
Il Gruppo Teatrale Amatoriale M.SS.Assunta di Ceglie Messapica, da sette anni, rappresenta commedie brillanti in vernacolo cegliese. Lo scopo, oltre che di far divertire, è anche di promuovere in nostro dialetto.
Come tanti altri dialetti, viene sacrificato da una globalizzazione che omologa tutto, compreso il liguaggio, sacrificando quello dei nostri antenati.
Espressività di linguaggio e modi di dire irripetibili nella lingua nazionale. L’esperienza teatrale è per noi un mezzo di socializzazione ed arricchimento culturale. Noi cerchiamo di trasmettere tali stimoli al pubblico che, numeroso, ci segue in tutte le edizioni che mettiamo in scena.
Il ricavato delle serate ritorna per intero alla comunità con beneficenza ad associazioni che si occupano di aiuto a bisognosi o di ricerca contro le malattie.
Ie tu i Valendine, due serate da incorniciare

lunedì 26 dicembre 2016

Nell'augurarvi Buone feste comunichiamo che...

IL nostro è un gruppo Teatrale che, da sette anni, mette in scena commedie brillanti in vernacolo cegliese con lo scopo, oltre che di far divertire, anche di promuovere il nostro dialetto che, come tanti altri dialetti, viene sacrificato da una globalizzazione che omologa tutto, compreso il liguaggio, sacrificando, di conseguenza, quello dei nostri antenati. Espressività di linguaggio e modi di dire irripetibili nella lingua nazionale. L'esperienza teatrale è per noi un mezzo di socializzazione ed arricchimento culturale e cerchiamo di trasmettere tali stimoli al pubblico che, numeroso, ci segue in tutte le edizioni che mettiamo in scena. Il ricavato delle serate ritorna per intero alla comunità con beneficenza ad associazioni che si occupano di aiuto a bisognosi o di ricerca contro le malattie.
Pino Santoro

lunedì 12 settembre 2016

I bloggers.. se non ci fossero bisognerebbe inventarli

Fino a quando ci saranno simili porci in giro non basterà mai soltanto la buona volontà delle varie Amministrazioni Comunali, per porre fine a questo scempio. Questa è la strada in contrada Sant'Angelo/Guarino (meglio conosciuta come la strada della "carcara") che dalla provinciale per Francavilla porta alla Madonna della Grotta. Da alcune settimane qualche incivile pensa bene di scaricare buste di rifiuti lungo il tratto iniziale, di circa duecento metri, della strada. La discarica più abbondante é nei pressi di un bivio, chiuso da ammassi di scarti di edilizia. Una volta quella strada era percorribile e consentiva a chi, avventurandosi a piedi o in bici lungo la provinciale,  di evitare quella che io ho chiamato "la curva della morte" per i numerosi incidenti che l'hanno interessata ed entrare direttamente nella strada in oggetto.
Ho voluto documentare con diverse foto  le condizioni in cui è ridotta una strada, oltretutto interessata da numerosi incendi, appiccati da qualche sconsiderato certo che chi di dovere renda più decentemente percorribile questo tratto della nostra bella Ceglie. Zona oltretutto scelta come dimora da diversi stranieri che risiedono a Ceglie.