giovedì 14 gennaio 2010

A proposito di Cungett è cadut'

Tra i miei post ho trovato questa foto di una precedente edizione del Presepe Vivente in cui c'è come figurante Mimmo Urso alias il bravissimo Barone e fisarmonicista di Cungett' è cadut'.


Pizzica pizzica

e, dopo il grande sucesso di pubblico e di critica, sabato 30 gennaio ore 20.30 si replica al Teatro Comunale.

Prevendita dei biglietti da domani venerdì.


Info: Capricci di Moda, corso Garibaldi 65
Commedia2009@libero.it
Tel. 0831377093

mercoledì 13 gennaio 2010

Riflettiamo gente



“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.



domenica 10 gennaio 2010

La mia biblioteca

Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì c'eri. Esistevi. E' stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante.  Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerco do capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri.  Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. E' paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato.  Mi son posta sempre l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando: "Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?". La vita è una tale fatica bambino. E' una guerra che si ripete ogni giorno e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele......

" Lettera a un bambino mai nato " di Oriana Fallaci


martedì 5 gennaio 2010

Nulla è perduto

Nonostante chi redige lunghe liste e calderoni della mediocrità, riservando quella delle eccellenze a pochi eletti, "Cegghje i nnu vugghje" di eccellenze.





...Cussu paise jave assè ca i mmuerte.
Ippure a stu paise ind'a lle strate
tra nna chjanghele i ll'ate cressce l'erve
queda stesse de fore i a lle pezzule
i rripe a lle paretere le fiure
tutt'anzibbele com'a ttanda uecchje
de peccinne ca sciochene ind'o sole.
Vugghje sarà de n'ata vite.
A vite?

Pietro Gatti

domenica 3 gennaio 2010

Cungett n'a fatt' scattà de risat'


Grazie allo staff veramente eccezionale


ed agli spettatori che non hanno lesinato gli applausi


ultimi preparativi della scenografia


Mimmo Turrisi nella parte di Antonio ubriaco minacciato dalla moglie col mattarello


Don Giuseppe e Cungett interpretati rispettivamente da Mimmo Barletta e Pasqualina Sgura


Barone - Scusate avete visto mia moglie?
Gruppo - Ma vaffangul'