sabato 12 gennaio 2008

Appuntamento

Omaggio a Mia Martini


Divinità e umanità (Pino Santoro)

Dio c'è (di Mia Martini)
Non ci sono piu’ valori nella vita - no!

non ci sono piu’.
E’ il desiderio del denaro che ci guida
come un gas – ci spinge su’.
Dio – dio – dio - chi ci crede piu’
fra poco avrai vent’anni
e ci rimetterai le penne - anche tu.
Occhi al cielo e suole al suolo
amore come vedi - la morte delle idee
non lascia buoni eredi.
e tutti chiusi in un recinto
e la natura fa’ da parco
come indiani da riserva
condannati in questa merda – noi
che non ci basta mai
Vite impazzite come code di lucertole tagliate
e chi ci ferma piu’
c’e’ bisogno di un sogno in questo mondo
senza uscite - puoi darmelo tu.
Dio c’e’ – dio c’e’
che ti bussa per lavarti i vetri
sopra i muri scalcinati sui portoni
non c’e’ solo quello che hai nei calzoni, no!
Dio c’e’ – guarda fuori
c’e’ qualcuno che ha bisogno
che non siamo soli
e tu gridalo sui muri dio c’e’ canta con me.
Non ci sono piu’ valori nella vita, no!
Forse – non ci sono stati mai
e quante case - quante chiese
tutte uguali tutte orrende
e in questa lepre edilizia
i becchini non si scelgono mai.
E non ci basta mai
e in questo mondo di falsi idoli
che mostra i muscoli tu, tu che ci fai
tu senza dio - amore mio
tu come me - tu come vai.
Ma, dio c’e’ – dio c’e’
che ti bussa per lavarti i vetri
proprio li davanti dove non lo vedi
fra gli indifferenti e i violenti
e gli assassini veri
dio c’e’ – dio esiste
nonostante questo nero dio resiste
e tu gridalo se credi - dio c’e’ canta con me.
Dio c’e’ – non e’ morto
dio esiste dio resiste dio e’ risorto
e tu gridalo sui muri dio c’e’ canta con me
dio c’e’ – dio c’e’

venerdì 11 gennaio 2008

I poveri valgono meno delle auto


La tavola del contadino (Pino Santoro)

"Stiamo assistendo nel mercato globale alla competizione tra 800 milioni di automobili e 2 miliardi di persone, le più povere del mondo, per le stesse materie prime, per lo stesso grano. Attualmente ci troviamo in una nuova era economica dove petrolio ed alimenti sono beni di prima necessità intercambiabili, dato che noi
possiamo trasformare grano, canna da zucchero, soia ed altro ancora, in carburante per automobili. Di fatto il prezzo del petrolio sta cominciando a condizionare il prezzo degli alimenti”.

(Lester Brown, Worldwatch Institute)

giovedì 10 gennaio 2008

Sembra una relazione scritta oggi



Evoluzione orizzontale (Pino Santoro)


...Nessuna specie, se si eccettua quella umana, distrugge così sistematicamente gli ambienti da cui dipende la sua stessa sopravvivenza. Il pianeta terra rappresenta attualmente la sola speranza per la continuità dell'esistenza dell'uomo, poiché la probabilità di "colonizzare" altri pianeti appare un'ipotesi sempre più seducente ma sempre meno realizzabile. Eppure l'uomo si getta contro di esso con sempre maggior accanimento provocando una crisi ecologica senza precedenti che tocca l'atmosfera e le acque, il suolo e le piante, gli animali e l'uomo stesso contro cui, alla fine, tale crisi si ritorce. Nonostante questa impressionante realtà, l'uomo prosegue, con audacia quasi folle, sulla strada delle uniformazioni forzate dell'ambiente sottoponendolo a manipolazioni spesso irreversibili. Di fronte a tale ostinata volontà di distruzione, la difesa della natura può assumere persino il senso di una nuova "religione" o, quanto meno di un'ideologia. Se distruggiamo ciò che ancora resta della libera natura vivente, abdichiamo al diritto di definirci civili...

Tratto da "Conservare per sopravvivere" di Kai Curry  Lindahl (1974)



mercoledì 9 gennaio 2008

Album


Rinascita (tecnica mista su cartoncino di Pino Santoro)


E’ una fase dialogativa di grande effetto intimistico, risolta nelle opere di quest'artista, attento alle percezioni della sua anima. Egli riesce con innata poesia a significarne le figure, gli oggetti, in simbiosi con le immagini incantate dei suoi sfondi misteriosi. Pino Santoro descrive con esatta fedeltà emotiva tutta la sapienza della sua bravura tecnica, indagando fra le gesta di una pittura simbolica con toccanti espressioni di tenerezza poetica.
Pino Santoro è un Artista poliedrico che spazia con estrema facilità dall'astatto al figurativo, sensibile alla cultura di Arte come bellezza, e autore di espressioni coloristiche con scansioni luminose ed efficaci, volte ad un racconto di poesia intimistica velata da soffi di mistero custoditi nella sua anima.


Mariarosaria Belgiovine

martedì 8 gennaio 2008

Estraniazione


L'attesa (tecnica mista su tela  50/60 di Pino Santoro)

È abbastanza sorprendente l’effetto: hai l’impressione di essere precipitato nel grande buio splendente. Su una figurazione destinata ad agire dinamicamente nello spazio che scandisce l’essenza di un linguaggio simbolista-concreto, per fissare un luogo della memoria, una tensione emotiva in dialogo di un’arte-azione, già nodo di raccordo tra il nucleo dell’essere e la compagine dimensionale nell’ambito dell’antropologia globale teorizzata nel figurativo cosmico.
Pino Santoro vive su un medium trasparente, la pittura, mai legata in maniera narcisistica alla propria identità, né votata a secernere un’immagine di sé, ma teso ad assolvere pienamente alla funzione, volutamente di eliminare la suddivisione tra spettatore e spazio scenico, con attento interèsse alla vibrazione della luce. Solo emozionalmente come gioco e dramma delle tensioni psicoemotive dell’autore. Uno specchio acceso in una stanza buia, per ispirarsi usa l’esperienza estatica. Un viaggio a ritroso nel tempo della memoria, del sogno del segno e del simbolo, l’avventura di un tuffo nella felicità attesa, per estraniarsi dal mondo reale, troppo distante dalla sua sensibilità, attraverso felici espressioni dell’immagine, dove ambiente e segreta identità dell’uomo si identificano.


(Alfredo Pasolino)

A proposito di considerazioni

lasciate_che_i_fanciulli



T.M. su tela 50/60 di Pino Santoro


La pedofilia è un cancro della società.

"Lasciate che i fanciulli vengano a me. Chi fa del male ad uno solo di essi è come se lo facesse al Padre mio che è nei cieli e sarebbe meglio che la terra lo inghiottisse." (Luca 18,13)