La speranza è sempre l'ultima a morire, anche in casi gravi come questo.
Complotto o meno il problema è serio ma ritengo che non si può
ammazzare un malato perché al momento non lo si può curare. L'eutanasia è
l'ultima ratio ma non deve essere dettata da interessi pecuniari
occulti.
Io
affermo che la situazione è grave e qualche rimedio bisogna prenderlo
ma quando dietro a queste decisioni c'è l'ombra di multinazionali che
hanno veleno e piante sostitutive già pronte per la bisogna a me qualche
dubbio viene. Se poi da qualche
parte viene ventilata l'ipotesi che il posto lasciato vuoto dagli ulivi
potrebbe essere sostituito da villaggi turistici e campi da golf (cosa
impossibile con la presenza di ulivi secolari protetti dall'Unesco) a me
qualche brivido lo crea. Potrebbe sorgere il dubbio che gli ulivi da
espiantare in realtà sarebbero molto di meno. Cerco comunque sempre di
sperare nel buon senso di chi è preposto a decidere sulla nostra pelle.
Questi sì che potrebbero avere interessi pecuniari, non i poveri cristi
che si vedranno deturpato un lavoro lungo e faticoso senza nemmeno un
grazie. Politica ed istituzioni stanno dando, ultimamente, un esempio
lampante di corruzione ed assenza di scrupoli, che dilaga in ogni
ambiente in nome del dio denaro



Secondo la logica delle venti chianche i nostri avi non avrebbero recuperato l'unico reperto pervenutoci dell'antica chiesa di san Giovanni Evangelista precedente alla chiesa di San Domenico, dove è conservato il pulpito quattrocentesco in questione con su inciso lo stemma dell'imperatore Federico II. Sempre secondo questa logica avremmo dovuto accettare lo scempio dell'Anfiteatro, perché vicino ad una zona ormai snaturata dalla presenza ingombrante del Comune. Sempre secondo questa logica si sarebbero definivamente seppellite le cripte sotto la chiesa di San Demetrio (ahimé una parte è definitivamente irrecuperabile sotto una colata di cemento). Si dovrebbe entrare invece nella logica che anche il più piccolo elemeto (anche una semplice chianca) è indispensabile per conservare un centro storico integro e corrispondente alla sua storia. Convinciamoci che il basolato con lastre di pietra di trani è fuori luogo e stona vicino alle nostre vecchie chianche che non sono mai perfettamente squadrate.
