giovedì 13 giugno 2013

Statua di sant' Antonio ieri e oggi

 fino agli anni '50 con addosso  l'oro di sant'Antonio.

oggi dopo il restauro

Auguri a tutti gli Antonio, Antonella...

lunedì 3 giugno 2013

Egregio Sindaco tra un rimpasto e l'altro.....

...si potrebbe trovare il tempo di mettere al più presto al bando i diserbanti nel territorio cegliese? 

 Anche il Diavoletto è d'accordo

Il nostro ecosistema sarà riconoscente e la nostra salute pure

Il Parkinson arriva con frutta e verdura (pesticidi, insetticidi e diserbanti)

 
Come la mela di Biancaneve? Bella, lucida, rossa e… avvelenata.
Il pericolo pesticidi è sempre attuale e potrebbe essere
collegato al rischio di malattia di Parkinson.

Oltre cento studi suggeriscono un’associazione tra l’esposizione a pesticidi, insetticidi e diserbanti e la malattia di Parkinson. La ricerca italiana che supporta questa ipotesi
LM&SDP
La malattia di Parkinson potrebbe anche essere portata dall’agricoltura e i suoi prodotti che portiamo in tavola ogni giorno: l’esposizione a pesticidi, diserbanti e insetticidi infatti è stata associata a un maggiore rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.
Questo è quanto emerge da uno studio revisionale su oltre 100 ricerche, condotto dagli scienziati della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia in collaborazione con il Centro Parkinson – Istituti Clinici di Perfezionamento (ICP) di Milano coordinato dal dottor Gianni Pezzoli. continua a leggere


martedì 21 maggio 2013

ma è sicuro che questa sia democrazia?


il PDL vuole invece dimezzare la pena per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel silenzio generale 
 Anche il PD, praticando lo zoppo, ha imparato bene a promuovere leggi "ad partitum"
Questo non era un Governo per il bene del Paese? 

Ultim'ora notizie Ansa

Compagna ritira ddl su concorso mafia

Ora tocca alla Finocchiaro fare la sua parte

venerdì 17 maggio 2013

Sempre meno Europa dei Popoli e più delle Multinazionali

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».
semiCriminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali – aggiunge Adams – i burocrati europei possono finalmente «consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto». Il problema lo chiarisce lo stesso Gabel: «I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti». Per cui, «non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali». Praticamente, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati. «Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti», sostiene Adams. Tanto più che «i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi». Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.
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«Chiunque voglia produrrre il proprio cibo sta per essere considerato un criminale»