venerdì 8 giugno 2012

Se Ceglie piange Ostuni non ride

Eppure dal nostro punto di vista le scelte della sanità pugliese avevano privilegiato ospedali come quelli di Ostuni e Francavilla. Ma il Sindaco di Ostuni non la pensa così se ha deciso che si dimetterà  dopo aver denunciato Nichi Vendola per  "Interruzione di pubblico servizio e spreco di risorse pubbliche: " per il motivo che i tagli alla sanità brindisina prevedono la chiusura di un reparto mentre si continua a lavorare per l'ampliamento della struttura ostunese. Dello spreco i cegliesi ne sono già convinti guardando i lavori di ristrutturazione dell'ospedale francavillese che non dovrebbe essere stato nemmeno progettato in quella posizione vicino ad una cloaca.

sopra Ospedale‑di‑Ostuni‑nuova‑ala‑in‑co


sotto Ospedale di Ceglie in attesa di destinazione



La passerella



"Vedo una struttura efficiente, architettonicamente ben messa, chissà quanti soldi sono stati spesi..." Rosy Bindi

Operazioni politiche negli ospedali bindisini

lunedì 4 giugno 2012

C'è stato un periodo in cui dei piccoli agglomerati urbani periferici cercavano di rivendicare la propria autonomia dal centro cittadino di appartenenza, distante o spesso distratto sulle necessità o servizi utili alla comunità. Allora non si poteva immaginare  che ciò avrebbe comportato un indebolimento del potere di sé stessi e del comune originario di appartenenza nelle richieste ad un Governo Centrale più sensibile ai numeri che ai bisogni reali  dei cittadini a differenza di comuni confinanti con maggior potenziale umano e politico.

sabato 2 giugno 2012

Il tutto condito di falsa sobrietà

Non ci incantate più!!!


 

come non ci incanta più un linguaggio colorito e baroccheggiante



Basta pensare alla ricchezza come fallocratismo del Pil - Nichi Vendola -


Roma, 3 giorni di cerimonie. In auto blu


Il 31 maggio, con i riflettori già puntati sul Quirinale, in pochi si sono accorti dello spettacolo andato in scena di fronte alla sede della Banca d’Italia, in occasione della relazione annuale del neo governatore Ignazio Visco. Via Nazionale, pieno centro di Roma, è stata trasformata in un parcheggio a cielo aperto di auto blu. I più fortunati, tra i rappresentanti dell’élite finanziaria, economia e industriale invitati alla cerimonia, hanno potuto aggirare il traffico impazzito e posteggiare l’auto di servizio (con tanto di lampeggiante) direttamente nel cortile interno di Palazzo Koch. Il secondo “sobrio” appuntamento della settimana è stato offerto il primo giugno dal presidente della Repubblica, come tradizione, nei giardini del Quirinale. A sfilare non sono state solo le auto blu, accorse in grande abbondanza sia all’entrata secondaria di Porta Dataria sia a quella principale, ma anche e soprattutto vip di ogni sorta. Invitati al ricevimento, sobriamente declassato a “rinfresco rinforzato”, non solo politici: dirigenti, giornalisti, attori e uomini dello spettacolo, accompagnati da compagni e compagne, spesso vestiti in maniera non particolarmente sobria. Infine la parata del 2 giugno, in versione sobria e ridotta, senza cavalli e frecce tricolore, per un costo complessivo, secondo le stime della Difesa, di quasi 3 milioni di euro  di Tommaso Rodano
2 giugno 2012

Roma, 3 giorni di cerimonie. In auto blu


Il 31 maggio, con i riflettori già puntati sul Quirinale, in pochi si sono accorti dello spettacolo andato in scena di fronte alla sede della Banca d’Italia, in occasione della relazione annuale del neo governatore Ignazio Visco. Via Nazionale, pieno centro di Roma, è stata trasformata in un parcheggio a cielo aperto di auto blu. I più fortunati, tra i rappresentanti dell’élite finanziaria, economia e industriale invitati alla cerimonia, hanno potuto aggirare il traffico impazzito e posteggiare l’auto di servizio (con tanto di lampeggiante) direttamente nel cortile interno di Palazzo Koch. Il secondo “sobrio” appuntamento della settimana è stato offerto il primo giugno dal presidente della Repubblica, come tradizione, nei giardini del Quirinale. A sfilare non sono state solo le auto blu, accorse in grande abbondanza sia all’entrata secondaria di Porta Dataria sia a quella principale, ma anche e soprattutto vip di ogni sorta. Invitati al ricevimento, sobriamente declassato a “rinfresco rinforzato”, non solo politici: dirigenti, giornalisti, attori e uomini dello spettacolo, accompagnati da compagni e compagne, spesso vestiti in maniera non particolarmente sobria. Infine la parata del 2 giugno, in versione sobria e ridotta, senza cavalli e frecce tricolore, per un costo complessivo, secondo le stime della Difesa, di quasi 3 milioni di euro  di Tommaso Rodano
2 giugno 2012




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  • la Casta delle caste..per cui ci vorrebbe l'ecpirosi finale!!! Rino Gaetano, che  ci lasciava giusto 31 anni fa, ne avrebbe tratto una NUNTEREGGAEPIU fenomenale, persin più bella di quella originale( che comprendeva persone perr


























mercoledì 30 maggio 2012

Geniale, basta aumentare le accise

e si salva la parata militare e l'ultima tranche dei rimborsi elettorali


 

La festa della Repubblica delle Banane


di Simone Ferrali

Repubblica

Mai avrei pensato di elogiare l'operato di Arnaldo Forlani, ma a seguito del terremoto in Friuli, l'allora ministro della Difesa, decise di annullare la parata militare del 2 giugno 1976. Detto questo, resto dell'idea che gran parte dei problemi italiani siano dovuti alle sue malefatte, unite a quelle di Andreotti e Craxi (il famoso CAF, che ci ha regalato un debito pubblico da spavento). Forlani però riuscì a prendere una decisione che oggi pare non convincere né i tecnici, né i politici, né il presidente della Repubblica (figuriamoci).

Napolitano, in una nota del Quirinale, ha affermato:“Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perché la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica,serenità e fermezza con cui affronta le sfide”. Il presidente della Repubblica ha perso l'ennesima occasione per concludere il suo mandato presidenziale, con un minimo di dignità e rispetto per la carica che ricopre. Avrebbe potuto legare il suo nome ad una scelta saggia e coraggiosa. Invece verrà ricordato come il presidente della Repubblica che ha firmato qualsiasi legge dello Psiconano e che ha ricoperto il ruolo di Capo dello Stato durante la crisi più grande di tutti i tempi (ovviamente lui c'entra poco con questa).

Se per Napolitano, celebrare la Repubblica significa non rinunciare ad una parata militare, che quest'anno pare rozza e fuori luogo, forse non ha capito niente. Se per il nostro Capo dello Stato, la conferma della vitalità e della forza democratica di un Paese, si basa su festeggiamenti e marcette, forse non ha ben presente il concetto di democrazia. Anche i regimi totalitari esibivano grandi parate militari nelle ricorrenze speciali, ma non per questo erano regimi democratici.

Ripeto: per celebrare la Repubblica non importano festeggiamenti e marcette. Iniziamo a celebrarla ogni giorno, pretendendo che gli uomini delle Istituzioni svolgano i propri compiti istituzionali con dedizione e serietà, cosa che i nostri politici non fanno: ma questo al nostro presidente della Repubblica pare non interessare, visto che i suoi moniti sono sempre rivolti a qualche Grillo parlante, ai demagoghi (a proposito: battersi contro i costi della politica non è demagogia. Un po' come pretendere che i condannati non entrino in Parlamento) ed agli oppositori del governo Monti. Quasi mai una parola sugli avanzi di galera presenti in Parlamento, sui Sostituti Procuratori che sostengono che “Al Concorso esterno in associazione mafiosa ormai non crede più nessuno”. Fiumi di moniti invece nei confronti dei “Partigiani della Costituzione” e delle parti sociali.

Io sono convinto che i fondatori della Repubblica italiana, i nostri padri costituenti e i nostri partigiani, se sapessero che le celebrazioni del 2 giugno 2012 sono state sospese, per destinare i soldi ai terremotati emiliani, sarebbero i primi a gioirne. Se invece sapessero cosa è diventata la Repubblica italiana, molto probabilmente ci attribuirebbero l'aggettivo di “indegni”.

Penso ai primi presidenti della Repubblica, De Nicola ed Einaudi...poi considero chi c'è adesso al Quirinale e chi potrebbe esserci fra un anno: sale in me una certa preoccupazione e depressione.

Sono convinto che De Nicola ed Einaudi avrebbero sospeso le celebrazioni del 2 giugno, e sarebbero andati a dare coraggio ai terremotati. Perché come ha detto Massimo Gramellini “Si onora di più la Repubblica andando fra i terremotati che fra i carri armati”.

fonte

lunedì 28 maggio 2012

Un virus in Parlamento

Nemmeno dei Ministri superpagati potrebbe mantenerli lo Stato. Continuo a pensare che in Parlamento si è diffuso un virus che fa sproloquiare chi lo frequenta.


I disabili? Non li può più mantenere lo Stato. Si facciano l'assicurazione privata. Questo il chiaro intervento del Ministro Fornero. Crudeltà senza precedenti. Sembra un Ministro per la propaganda Nazista. “Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’. Questo ha dichiarto il Ministro durante il convegno Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla (Reatech, Milano, 25 maggio).
Vera e propria dichiarazione di guerra ai disabili italiani. Una politica Nazista che rischia distruggere e incattivire lo Stato sociale e i valori che lo hanno caratterizzato il nostro Paese per decenni dopo la tragica esperienza del fascismo e della distruzione della seconda guerra mondiale, sulla base della quale lo Stato Repubblicano si fece carica della ricostruzione di una società con dei valori poggiati sul lavoro e sulla solidarietà sociale. La politica della solidarietà adesso comincia a venir meno e addirittura non si vuole più mantenere la spesa sociale, sanitaria, scolastica ecc ecc, rinnegando quindi la nostra Costituzione, garanzia dei diritti di tutti ma soprattutto dei più deboli.
“Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall’articolo 38 della Carta costituzionale – annota Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – e quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Getta la spugna invocando un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie… o a qualcosa di peggio”.
Chi non avrà possibilità di stipulare una polizza assicurativa (settore protetto dal Governo), dovrà decidere se continuare a vivere oppure no. Non si capisce invece perchè si continuano a mantenere privilegi della famosa casta, alla quale appartengono anche i componenti di questo Governo.

di: Viva Latiano