sabato 10 marzo 2012

Terza replica per "U scraffaliette"


Biglietti in prevendita presso


la Chiesa Madre e il negozio "Segreti" in via S.Rocco n.39.


L'incasso sarà devoluto all’Associazione Nazionale Tumori

Un confortevole pollaio



Posssibile che sia stato autorizzato tutto questo a spese dell'estetica dell'ingresso del Castello di Ceglie?

battaglia persa clicca qui


Vai da Stefano Menga

giovedì 8 marzo 2012

La storia siamo noi

L'altra storia, di Rocco Biondi


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EDITORIALE della rivista "Brigantaggio politico e sociale", n. 2, dicembre 2011

I briganti, i contadini, i braccianti e le loro famiglie non hanno voce nelle storie ufficiali. Eppure nel 1860 erano la stragrande maggioranza degli abitanti del Sud, invaso e massacrato dai Savoia piemontesi. I briganti e le classi che rappresentavano non sapevano però né leggere né scrivere; anche le loro dichiarazioni processuali venivano addomesticate dai loro persecutori più acculturati.
La storia che ci fanno conoscere e che viene insegnata nelle scuole, a cominciare dalle università, è quella scritta dai vincitori a giustificazione del loro operato. Vengono presentati solo i fatti che a loro convengono, spesso inventandoli. Vengono tenuti colpevolmente nascosti quelli che possono creare ombre su di loro. I briganti vengono presentati sotto una luce che possa giustificare il loro massacro.
La storia dei vinti, l'altra storia, quella vera, fa molta fatica a venir fuori. Ha aiutato, fino a quando ciò è stato possibile, la tradizione orale. I nostri antenati (vissuti più vicino a quei tempi) hanno raccontato i fatti che hanno avuto come protagonisti i nostri padri briganti, talvolta mitizzandoli. Ma pochi di quei racconti sono stati trascritti, e quando ciò è avvenuto spesso hanno subito la stessa sorte delle verbalizzazioni processuali, sono stati cioè trascritti in maniera favorevole ai vincitori.

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lunedì 5 marzo 2012

La fuga e il risveglio

Questo primo romanzo di Bartolomeo Bellanova evidenzia il "mal de vivre" che si insinua in ambienti che, nell'immaginario collettivo e ad osservatori distratti, appaiono dorati, tranquilli e senza problemi economici. È il caso del protagonista del libro (dipendente di banca) al quale, un incontro con una vita dal percorso diverso dal suo, un breve contatto con una natura incontaminata e i suoi schietti abitanti, ha cambiato radicalmente la prospettiva per guardare il futuro.

venerdì 2 marzo 2012