mercoledì 9 febbraio 2011

Con la collaborazione di tutti potrà risorgere


Da troppi anni la chiesa di San Demetrio attende di ritornare a vivere.
Il traguardo sembra ormai prossimo


Da "Uno sguardo su Ceglie"

Il G.T.A. Maria SS. Assunta per San Demetrio
Sabato 12 febbraio, alle ore 20,30 e domenica 13 alle ore 19,30
Auditorium Chiesa di San Lorenzo
con la commedia in vernacolo
"U pacce de case"

La prevendita dei biglietti presso la CHIESA MADRE  i giorni feriali dalle ore 19 alle ore 20
L'incasso sarà destinato al recupero della chiesa di san Demetrio
(ancora pochi biglietti disponibili)

lunedì 7 febbraio 2011

L'uso interessato della filosofia e della teologia...


... spesso partorisce farneticazioni



L'insegnamento evangelico è ben altro. A questo punto mi chiedo se il Diavolo esista veramente oppure, parafrasando le parole di Monsignor Bertoldo, sia una invenzione di utilità puramente teologica per mantenere in piedi il carrozzone di una Chiesa sempre più lontana dagli insegnamenti di fratellanza e di amore di Cristo.



Il Dio denaro, purtroppo, è più allettante ed abbaglia le coscienze.




"Vendola? Ha la stessa utilità teologica del Diavolo": l'accostamento, ardito, é di Monsignor Arduino Bertoldo, Vescovo Emerito di Foligno. Spiega: " non dico che Vendola sia un demonio come persona, ma affermo che: Dio permette in male, dunque Satana, per mettete l'uomo alla prova e dunque anche le tentazioni che arrivano da Vendola e dalla sue stravaganti teoorie hanno molto in comune con Lucifero e le sue seduzioni". Insomma?: " per apprezzare il bene, Vendola é utile alla stessa maniera teologica del diavolo". Ossia?: " senza l'esistenza del male, non ci sarebbe la possibilità di scelta col bene. Dio non vuole il male, ma permette certe cose negative, come slavine, terremoti, malattie ed anche tipi come Vendola, per rinforzare la fede". Sarà, ma viene votato ed apprezzato spesso dai giovani: " vero, innegabile. Ma questo accade, come per altri, perché costui le spara sempre più grosse nelle sue farneticazioni, un poco come ...



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e se lo dicono pure i francavillesi che chiudere l'ospedale di Ceglie è un grave errore che trova i colpevoli in Fitto e Tremonti..

 



A seguito dell'approvazione del Piano di Rientro del Disavanzo finanziario da parte del Consiglio Regionale, il buon senso imponeva a qualche imprudente personaggio politico in cerca di gloria di astenersi dala protesta per la chiusura di alcuni ospedali della provincia di Brindisi.
Chi ha buona memoria ricorderà che analoga protesta venne posta in essere in forma più virulenta contro l'ex governatore della Regione Puglia Fitto, che, con il Piano di Riordino Ospedaliero, previde nella nostra Provincia lo smantellamento di diversi ospedali (Fasano, Cisternino, Mesagne e San Pietro Vernotico), riconvertiti in strutture per lungodegenza e riabilitazione e declassati a rango di “semplici stabilimenti sanitari” mentre gli ospedali di Francavilla Fontana e di Ostuni venivano riqualificati, potenziati e classificati come “ospedali di riferimento”.li addetti ai lavori rammenteranno che, per ragioni più nobili, partirono le contestazioni nei confronti dell'ex governatore Fitto che, con eccessiva disinvoltura, ebbe l'ardire di operare un taglio di posti letto negli ospedali della nostra Provincia di gran lunga superiore a quello previsto dagli standard dell'allora vigente Piano Sanitario nazionale.
.......
Se il governatore Vendola, così come ebbe modo, nella precedente legislatura, di riassegnare i servizi ospedalieri preesistenti ai nosocomi di Fasano, Ceglie Messapica e San Pietro Vernotico, oggi, in assenza dell'obbligo da parte della Regione Puglia di contenere la spesa sanitaria secondo le sopra elencate prescrizioni, avrebbe senza dubbio escluso la possibilità di chiudere
l'ospedale di Ceglie Messapica; una struttura sanitaria che, per tradizione, si è guadagnata la fama di essere stata sempre gestita all'insegna della efficienza e della economicità e che annovera, al proprio interno, tra il personale sanitario e para-sanitario professionisti di ottima qualità.



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mercoledì 2 febbraio 2011

Auditorium Parrocchia San Lorenzo


La commedia in vernacolo "U pacce de case" sarà rappresentata, in questo straordinario  e moderno auditorium, il 12 e il 13 febbraio.



I biglietti sono disponibili in questi giorni in prevendita presso la CHIESA MADRE
Tutti i giorni feriali dalle ore 19 alle ore 20
Domenica dalle ore 11 alle ore 12 e dalle ore 19 alle ore 20 





I progressi della democrazia italiana



Ruby sarebbe incinta: incidente sul lavoro?

martedì 1 febbraio 2011

Ricevo e pubblico




ANCHE DOMENICA 6 FEBBRAIO, L’ASSOCIAZIONE “L’8 VOLANTE”, ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO PER L’ORIENTAMENTO, L’INTEGRAZIONE E L’INTERAZIONE DEL DISABILE NELLA SOCIETA’, SARA’ ANCORA AL PALAZZETTO PER RIEMPIRE TUTTA LA GRADINATA DI GIALLOBLU CON I CUSCINI REALIZZATI E IDEATI DAGLI UTENTI DELL’ASSOCIAZIONE.

SOSTENIAMO QUESTA INIZIATIVA PERCHE’ IL DISABILE HA DELLE RISORSE E CAPACTA’ DA NON SOTTO VALUTARE ANCHE SE IL SUO “FARE” E’ DEBOLE , MA CON LA VOLONTA’ E LA COSTANZA RIESCE AD ABBATTERE GLI OSTACOLI DEL SUO AGIRE.
UN TIRO DA TRE PUNTI NON BASTA PER DARE UN SENSO ALL’AGIRE QUOTIDIANO DI CHI NON VUOLE ESSERE MESSO “FUORI GIOCO” PERCHE’ IL DISABILE HA VOLONTA’, CORAGGIO, SENSIBILITA’, CULTURA E… PER VINCERE, VINCERE VUOL DIRE NON ARRENDERSI MAI!



Il Presidente



Angelo Cassese






 

lunedì 31 gennaio 2011

Cesare Fiorio «Voglio vivere solo a Ceglie»



LECCE (30 gennaio) - Una vita sempre di corsa, sulle strade con i rally, sulle piste con la F1 e, tra una vittoria e l’altra in mezzo al rombo dei motori, anche in mare, dove nel 1992 è riuscito a realizzare la più veloce traversata Atlantica, segnando un record che resiste ancora oggi. Nel 2000 ha deciso di accendere il semaforo rosso e di fermarsi.
Lui, originario di Torino, ha percorso lo Stivale per intero, si è guardato intorno e alla fine si è fermato a Ceglie Messapica, dove ora vive con la moglie Patrizia. «C’è un tempo per tutte le cose nelle vita di una persona - spiega Cesare Fiorio, uno dei miti dell’automobilismo italiano - e per me erano scaduti i tempi per rimanere nel circuito dell’attività agonistica».
Perché ha scelto proprio Ceglie?
«Questa è una realtà, e mi riferisco anche al circondario, alla Valle d’Itria e all’intero Salento, che sa offrire una qualità della vita che non mi è capitato di trovare altrove. Le sembra poco?».
Ma come ci è arrivato?
«Casualmente, una decina di anni fa. Alcuni amici mi avevano invitato a visitare questi luoghi. A dire il vero, ero abbastanza scettico».
Invece?
«Appena mi son trovato qui, ho dato uno sguardo in giro e si è accesa una fiamma dentro di me. È stato un amore a prima vista».
Che cosa l’ha attratta di più?
«La bellezza del territorio, della campagna con gli ulivi, ma anche il rapporto con la gente del posto, per me fattore importante per scegliere dove vivere. Tutto è stato coerente con le mie aspettative».



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domenica 30 gennaio 2011

Parola di Carlo Rubbia


"L'errore nucleare. Il futuro è nel sole"



Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell'energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. "In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall'altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell'Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti". La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell'Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese.



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Ma Umberto Veronesi dall'alto della presidenza dell'Agenzia per la sicurezza continua a pensarla diversamente affermando che i nuovi reattori sono bellissimi e potenti

venerdì 28 gennaio 2011

Per Giorgio Lorusso






Addio Giorgio,
carissimo amico.
Ci mancherai

 



Na strende m'agghje 'ndise atturne o core
de fueche. Na u fa cchjù, ca pozze more...