mercoledì 13 giugno 2012

Schiavi del sole nel Salento

Operai e dipendenti ridotti in schiavitù nel Salento dalla Tecnova, multinazionale che opera nel campo del fotovoltaico. Fino a 22 ore di lavoro in condizioni proibitive e senza stipendi.



Non è questo il fotovoltaico che vogliamo

domenica 10 giugno 2012

Ritorno al passato

Il futuro che comincia dalla terra


di CARLO PETRINI

Il futuro che comincia dalla terra


Senza grandi divinazioni il futuro si può già vedere oggi. È sufficiente cambiare occhiali. Togliersi quelli della politica, che non ha mai fatto così tanta difficoltà a capire cosa succede. Ma via anche gli occhiali di quegli intellettuali immersi nel paradigma socio-economico che ci ha portato a una crisi generalizzata.

Cominciamo a scoprire che la necessità di cambiamento sta diventando un sentimento avvertito un po' da tutti. Si registrano perfino improvvise "conversioni". Vediamo che c'è chi inizia a sostenere che un po' di utopia forse fa bene alla salute e alla società. Siamo circondati da movimenti della società civile che riescono a imporsi: gli indignados, i tanti occupy, le piazze Nord-Africane, ma anche soltanto quelli che negli Usa hanno bloccato in un anno 166 nuove centrali a carbone. Oppure il Forum dei Movimenti per l'Acqua in Italia con i suoi referendum vittoriosi; i tanti comitati locali che, su altre tematiche, con passione ed energia fanno politica con il porta a porta, con la rete, e arrivano lontano.

Siamo sempre più d'accordo che il cambiamento serve e si comincia a intravedere, ma non ce ne siamo accorti fino a ieri, e tanti continuano a non capire. Per esempio se qualcuno dice che è necessario un "ritorno alla terra", una rivalutazione delle economie agricole, dei mestieri manuali e dell'artigianato, di sistemi produttivi e di consumo locali e sostenibili, viene immediatamente visto come un personaggio naif e fuori dal mondo. Ben che vada come una specie di guru che dice cose interessanti, ma pur sempre irrealizzabili.

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venerdì 8 giugno 2012

Se Ceglie piange Ostuni non ride

Eppure dal nostro punto di vista le scelte della sanità pugliese avevano privilegiato ospedali come quelli di Ostuni e Francavilla. Ma il Sindaco di Ostuni non la pensa così se ha deciso che si dimetterà  dopo aver denunciato Nichi Vendola per  "Interruzione di pubblico servizio e spreco di risorse pubbliche: " per il motivo che i tagli alla sanità brindisina prevedono la chiusura di un reparto mentre si continua a lavorare per l'ampliamento della struttura ostunese. Dello spreco i cegliesi ne sono già convinti guardando i lavori di ristrutturazione dell'ospedale francavillese che non dovrebbe essere stato nemmeno progettato in quella posizione vicino ad una cloaca.

sopra Ospedale‑di‑Ostuni‑nuova‑ala‑in‑co


sotto Ospedale di Ceglie in attesa di destinazione



La passerella



"Vedo una struttura efficiente, architettonicamente ben messa, chissà quanti soldi sono stati spesi..." Rosy Bindi

Operazioni politiche negli ospedali bindisini

lunedì 4 giugno 2012

C'è stato un periodo in cui dei piccoli agglomerati urbani periferici cercavano di rivendicare la propria autonomia dal centro cittadino di appartenenza, distante o spesso distratto sulle necessità o servizi utili alla comunità. Allora non si poteva immaginare  che ciò avrebbe comportato un indebolimento del potere di sé stessi e del comune originario di appartenenza nelle richieste ad un Governo Centrale più sensibile ai numeri che ai bisogni reali  dei cittadini a differenza di comuni confinanti con maggior potenziale umano e politico.

sabato 2 giugno 2012

Il tutto condito di falsa sobrietà

Non ci incantate più!!!


 

come non ci incanta più un linguaggio colorito e baroccheggiante



Basta pensare alla ricchezza come fallocratismo del Pil - Nichi Vendola -


Roma, 3 giorni di cerimonie. In auto blu


Il 31 maggio, con i riflettori già puntati sul Quirinale, in pochi si sono accorti dello spettacolo andato in scena di fronte alla sede della Banca d’Italia, in occasione della relazione annuale del neo governatore Ignazio Visco. Via Nazionale, pieno centro di Roma, è stata trasformata in un parcheggio a cielo aperto di auto blu. I più fortunati, tra i rappresentanti dell’élite finanziaria, economia e industriale invitati alla cerimonia, hanno potuto aggirare il traffico impazzito e posteggiare l’auto di servizio (con tanto di lampeggiante) direttamente nel cortile interno di Palazzo Koch. Il secondo “sobrio” appuntamento della settimana è stato offerto il primo giugno dal presidente della Repubblica, come tradizione, nei giardini del Quirinale. A sfilare non sono state solo le auto blu, accorse in grande abbondanza sia all’entrata secondaria di Porta Dataria sia a quella principale, ma anche e soprattutto vip di ogni sorta. Invitati al ricevimento, sobriamente declassato a “rinfresco rinforzato”, non solo politici: dirigenti, giornalisti, attori e uomini dello spettacolo, accompagnati da compagni e compagne, spesso vestiti in maniera non particolarmente sobria. Infine la parata del 2 giugno, in versione sobria e ridotta, senza cavalli e frecce tricolore, per un costo complessivo, secondo le stime della Difesa, di quasi 3 milioni di euro  di Tommaso Rodano
2 giugno 2012

Roma, 3 giorni di cerimonie. In auto blu


Il 31 maggio, con i riflettori già puntati sul Quirinale, in pochi si sono accorti dello spettacolo andato in scena di fronte alla sede della Banca d’Italia, in occasione della relazione annuale del neo governatore Ignazio Visco. Via Nazionale, pieno centro di Roma, è stata trasformata in un parcheggio a cielo aperto di auto blu. I più fortunati, tra i rappresentanti dell’élite finanziaria, economia e industriale invitati alla cerimonia, hanno potuto aggirare il traffico impazzito e posteggiare l’auto di servizio (con tanto di lampeggiante) direttamente nel cortile interno di Palazzo Koch. Il secondo “sobrio” appuntamento della settimana è stato offerto il primo giugno dal presidente della Repubblica, come tradizione, nei giardini del Quirinale. A sfilare non sono state solo le auto blu, accorse in grande abbondanza sia all’entrata secondaria di Porta Dataria sia a quella principale, ma anche e soprattutto vip di ogni sorta. Invitati al ricevimento, sobriamente declassato a “rinfresco rinforzato”, non solo politici: dirigenti, giornalisti, attori e uomini dello spettacolo, accompagnati da compagni e compagne, spesso vestiti in maniera non particolarmente sobria. Infine la parata del 2 giugno, in versione sobria e ridotta, senza cavalli e frecce tricolore, per un costo complessivo, secondo le stime della Difesa, di quasi 3 milioni di euro  di Tommaso Rodano
2 giugno 2012




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  • la Casta delle caste..per cui ci vorrebbe l'ecpirosi finale!!! Rino Gaetano, che  ci lasciava giusto 31 anni fa, ne avrebbe tratto una NUNTEREGGAEPIU fenomenale, persin più bella di quella originale( che comprendeva persone perr