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domenica 22 agosto 2010

Grazie Billy


Non ha risparmiato energie Billy Cobham, nel concerto tenuto in Piazza Plebiscito a Ceglie Messapica. Ha messo tutta la sua passione e classe, come solo i grandi sanno fare ed è stato ricambiato da una piazza stracolma di gente di mezza Puglia, con l'entusiasmo alle stelle.




 

lunedì 16 agosto 2010

Fiorella e le campane di cristallo


Che la musica fosse un ottimo rimedio terapeutico sia fisico che mentale era noto già dall'antichità.
In Italia al tempo dei Romani le Melisse, ninfe o dee protettrici delle Api, suonavano il tamburo a cornice e partecipavano a rituali in onore di divinità originarie delle grandi culture mediterranee: Cibele, Attis, Dioniso, Venere, Iside.
I pitagorici, in primis Archita di Taranto, ne intuì il valore terapeutico ed utilizzò la musica a tale scopo.
"Da un punto di vista scientifico, la musicoterapia è un ramo della scienza che tratta lo studio e la ricerca del complesso suono-uomo, sia il suono musicale o no, per scoprire gli elementi diagnostici e i metodi terapeutici ad esso inerenti. Da un punto di vista terapeutico, la musicoterapia è una disciplina paramedica che usa il suono, la musica e il movimento per produrre effetti regressivi e per aprire canali di comunicazione che ci mettano in grado di iniziare il processo di preparazione e di recupero del paziente per la società."
L'originalità della musica di Fiorella Capuano, con le sue campane di cristallo, è che associa il tono di ogni singola campana ad un organo del corpo umano.
Un risultato eccezionalmente rilassante ed efficace.



Fiorella Capuano nel convento dei domenicani a Ceglie Messapica

giovedì 25 febbraio 2010

Homo Insapiens

Questo mio video lo dedico a tutti quei "birbantelli" che speculano e ridono sui disastri ambientali e le disgrazie di intere popolazioni.


La sofferenza di alcuni non può diventare oro per altri.


Non basta usare frasi bibliche come: "L'esercito del bene contro quello del male" per nascondere le proprie colpe.

Soldi soldi soldi....


Video e musiche di Pino Santoro

giovedì 14 gennaio 2010

A proposito di Cungett è cadut'

Tra i miei post ho trovato questa foto di una precedente edizione del Presepe Vivente in cui c'è come figurante Mimmo Urso alias il bravissimo Barone e fisarmonicista di Cungett' è cadut'.


Pizzica pizzica

e, dopo il grande sucesso di pubblico e di critica, sabato 30 gennaio ore 20.30 si replica al Teatro Comunale.

Prevendita dei biglietti da domani venerdì.


Info: Capricci di Moda, corso Garibaldi 65
Commedia2009@libero.it
Tel. 0831377093

sabato 28 novembre 2009

Inneres Auge

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando - o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti - precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina - Uno dice che male c'è a organizzare feste private - con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? - Non ci siamo capiti - e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti? - Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro? - La Giustizia non è altro che una pubblica merce... - di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori - se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente .
La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito.

Franco Battiato



Evoluzione orizzontale (Pino Santoro)

venerdì 10 luglio 2009

Un video sulla Cripta di San Michele

Buon fine settimana con questo video pubblicato su YouTube con musiche di sottofondo realizzate alla tastiera elettronica ed elaborate al computer da Pino Santoro.






giovedì 24 luglio 2008

Fascimm o gezz'

Trasferitasi all'interno della Chiesa Matrice, per il cattivo tempo,  la manifestazione di Cegliejazz si è svolta davanti ad un pubblico attento ed una chiesa stracolma.



 Quando per una manifestazione le risorse non si risparmiano è più facile arrivare ad alti livelli.
Meditate gente, meditate..

venerdì 16 maggio 2008

Tarantella seconda parte


Le prime fonti che parlano di tarantella risalgono, secondo le conoscenze attuali, al XVII sec. e sono fonti musicali legate alla cura del morso della tarantola; ben più antiche sono le trattazioni mediche sul fenomeno epidemico e terapeutico. Ma per risalire a chiare citazioni del ballo riconosciuto col nome di tarantella, e riconducibile a forme simili alle attuali, bisogna spostarsi più avanti nel XVIII sec. Con la diffusione del Cristianesimo e di conseguenza l’aumentato potere temporale della Chiesa ci fu un sistematico abbattimento dei riti pagani, pianificato e portato avanti nel Medioevo dai grandi Maestri della Chiesa. Accadde, quindi, che le abitudini popolari, sempre dure a morire, specie se ancestrali, si incanalarono in un nuovo fenomeno: il tarantismo. Il tarantismo restava una sintesi fra danza orgiastica e musica concepita a fini terapeutici. In realtà, la danza conservava gli aspetti originari, equivoci, ma, poiché non era ufficialmente finalizzata al culto di Dioniso, diventava in qualche modo compatibile con le Istituzioni medievali, civili e religiose. Il diffondersi delle idee illuministiche in tutta Europa emarginò a cominciare dalle grandi città, superstizioni, magie e comportamenti ad esse ispirati. Il tarantismo, quindi, come una manifestazione superstiziosa fu relegata a Napoli, nel XVII secolo, tra i ceti più bassi e poveri della società. Più che la forza della religione, che pure condannava e puniva le danze oscene, fu la forza della ragione che emarginò e decretò la fine di tutta la cultura legata ai morsi della tarantola e ai suoi rimedi. La prestigiosa scuola medica napoletana dimostrò l'inconsistenza delle pretese guaritrici del tarantismo, facendo subito breccia nelle classi medio-alte, e confinando di fatto le vecchie pratiche ai livelli più bassi della stratificazione sociale e della civiltà rurale. In un diverso contesto culturale, il tarantismo si trasformava in tarantella. La tarantella assumeva le vesti di una danza nuova: conservava il tema tarant e la prerogativa di danza popolare, ma si apriva ai gusti e alle aspettative delle classi medie e medio-alte. Nella realtà, il processo di trasformazione in danza 'compatibile' fu molto lungo. Trascorse molto tempo prima che venisse accettata nelle forme più raffinate con le quali è giunta fino a noi. Negli strati più popolari continuava, pur dietro la nuova etichetta della tarantella, a sopravvivere la vecchia maniera del tarantismo e dei rituali dionisiaci. Il livello di erotismo rimase altissimo nelle varie figure del ballo, anche quando esso fu inserito nelle manifestazioni di devozione all'interno della festa della Madonna dell'Arco. Continuava a coesistere una doppia versione di tarantella: quella orgiastica, presentata perfino come spettacolo negli ambienti della prostituzione e quella ingentilita e arricchita, non solo nei contenuti, ma anche esteticamente e musicalmente.
Leggi prima parte

domenica 30 marzo 2008

Tarantella a Ceglie

Un rito per la guarigione dei tarantolati nel territorio di Ceglie consisteva nel preparare una scenografia idonea ad individuare i mali da cui erano posseduti.
Si disponevano in una stanza, una serie di fazzoletti e fettucce di svariati colori appesi a dei chiodi e che sostituivano il male da individuare. Si iniziava quindi a suonare la pizzica con gli strumenti tradizionali fino a quando la vittima entrava in trance e si dirigeva verso il fazzoletto del colore che in quel momento la ossessionava. Lo strappava dal chiodo e nella frenesia lo riduceva in pezzi. Solo allora si svegliava dallo stato ipnotico spesso guarendo dal male che la affliggeva.
Una tecnica di guarigione dai mali, o geni possessori, che ha delle affinità con il coribantismo.
Con il termine "coribanti", nell'antica Grecia, venivano indicati, sia i geni associati alla Grande dea Madre dell'Asia (Cybele) sia i sacerdoti di questa divinità ed i guaritori, uomini e donne, che curavano le "vittime" dei coribanti con uno specifico incantesimo rituale.
Questo incantesimo rituale comprendeva una diagnostica musicale e una danza.

venerdì 28 marzo 2008

Ipotesi sulla tarantella

... Questa danza è quasi esclusivamente di uso popolare, appartenente ad ambienti contadini, e pare abbia acquisito la sua caratteristica a Taranto nel periodo della Magna Grecia. Stando al periodo in cui il tarantismo è approdato e si è sviluppato nel nostro territorio, trarrebbe le sue origini da quelle teorie che elaborò la scuola pitagorica che si riformò, nel capoluogo ionico, dopo che Pitagora (Samo 580/570-Metaponto 497 a.c.) si ritirò da Crotone a Metaponto, costretto da una congiura. Queste teorie che i filosofi tarantini Archita, Aristosseno e Clinia diffusero ed elaborarono ulteriormente, sostenute dal fatto che essi furono non solo dei teorici promulgatori della qualità risanatrice della musica ma sperimentavano anche con la pratica tali teorie, dichiaravano la musica elemento vivificante dell'essere umano ed equilibratore cosmico nel rapporto Amore–Anima-Armonia. Gli studi pitagorici, oltre ad aver fornito la musica di intervalli secondo calcoli matematici conoscendo bene l’uso del monocordo, fu utilizzata largamente a fini terapeutici. Pitagora usava la musica come rimedio terapeutico. Aristosseno, curava malati di sciatica, l'eccitazione provocata dal vino e sosteneva che l'aulos e la cetra fossero particolarmente adatti a moderare i costumi ed a salvaguardare il buon governo della città. L’utilizzo catartico della musica investiva dunque nel pitagorismo la sfera del pathos nella sua triplice valenza psichica, somatica e morale. Dal punto di vista della psicologia umanistica questa teoria assume un significato ancora più importante in quanto vi si intravedono nella pratica terapeutica, condotta attraverso l'arte, la musica e la filosofia (quest'ultima intesa come generatrice di tutte le scienze ed arti). Pitagora filosofo, terapeuta, matematico ed astronomo sosteneva la teoria che tutto il creato fosse impostato su armoniche e proporzioni e che la via dell'uomo verso la conoscenza e la saggezza passasse attraverso la consapevolezza di tali proporzioni. Bisognava essere all'unisono con l'universo con l'armonia delle sfere. A Taranto di conseguenza fiorì una straordinaria cultura musicale. La musica era il mezzo elettivo per attivare tale consapevolezza interiore e per innescare processi di crescita nell'uomo. Attraverso la musica e tutte le sue componenti (ritmo, melos, danza etc) l'uomo raggiungeva la situazione estatica che gli permetteva di vibrare all'unisono con gli dei. L'equazione estasi-benessere è alla base della teoria-pratica dell'Ontosofia Psicosomatica e Umanistica (metodo di cui è ideatore il dott. Palmirotta membro dell'AHP (Association for Humanistic Psychology) www.ontosofia.it. E’ fuori discussione che da queste teorie sia scaturita la trasformazione della musica e della danza da scopo orgiastico delle epoche preelleniche a scopo terapeutico. La tradizione della musica risanatrice, nell'area di Taranto, si è mantenuta inalterata attraverso i secoli, congiuntamente all'uso delle danze dionisiache. Si può desumere, quindi, che da queste teorie, dato il duplice scopo, ludico e curativo, derivi la taranta... (continua).

lunedì 11 settembre 2006

Nostalgia di musica


Sembra ieri, eppure di anni ne sono passati parecchi e la musica mi è rimasta sempre nel sangue.