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giovedì 17 marzo 2011

Semel in anno licet insanire


Nucleare, Veronesi e Romani: serve una pausa di riflessione




Bossi: Decide il territorio. Prime crepe nella compattezza del fronte per lo sviluppo atomico dopo il disastro giapponese



Nucleare, Veronesi e Romani: serve una pausa di riflessione


Roma, 17 mar. (TMNews) - Prime crepe nella compattezza del governo sullo sviluppo nucleare dell'Italia che è nel programma dell'esecutivo. Fermarsi, capire e riflettere bene alla luce del disastro giapponese di Fukushima: è il succo di quanto ha detto il ministro delle Sviluppo Economico Paolo Romani. Poi è arrivata la dichiarazione di Umberto Bossi: "Decide il territorio. Il Veneto il nucleare non lo vuole e loro sono autosufficienti dal punto di vista energetico". Anche l'oncologo Umberto Veronesi, presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, ha affermato che quanto sta succedendo a Fukushima "impone una pausa di riflessione".




"Il Paese deve fermarsi un attimo e capire che cosa stiamo facendo. Serve una pausa di riflessione - ha sottolineato il ministro Romani, secondo quanto ha scritto il Corsera - e soprattutto non si possono fare scelte che non siano condivise da tutti. Non è in discussione che il Paese debba andare verso l'energia nucleare ma i tragici eventi del Giappone impongono di riflettere sulla sicurezza degli impianti e di aprire - ha concluso Romani - un dibattito europeo sulla affidabilità degli stress test delle 150 centrali nucleari del continente".

Fonte

martedì 15 marzo 2011

Il nostro Governo è cieco o interessato?


Rubbia: "L'errore nucleare
Il futuro è nel sole"



Parla il Nobel per la Fisica: "Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati". La strada da percorrere? "Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l'hanno capito. E noi..." di ELENA DUSI




ROMA - Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell'energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. "In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall'altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell'Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti".
La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell'Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un'affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra "Astri e Particelle", allestita al Palazzo delle Esposizioni da Infn, Inaf e Asi.



Continua

sabato 22 gennaio 2011

Avanti con mestizia al capezzale del moribondo






Sembrava solo un dovere, da espletare in gran fretta, quello di oggi e non la richiesta a gran voce del diritto di una città decurtata per l'ennesima volta di un suo bene. Un corteo che accompagnava il moribondo (con tanto di banda musicale). Tra la gente un silenzio irreale squarciato di tanto in tanto da qualche sparuto urlo.
Forse perchè molti di loro la voce l'avevano consumata qualche anno fa per urlare di approvazione a chi ha preferito una cloaca al nostro ospedale e ce lo ha ridotto allo stato attuale.

 



Altro che Vendola caro Cataldo

C'è chi vola troppo in alto e lontano dai problemi reali della gente.

Pedofilia? Problema risolto dal PDL, basta abbassare la maggiore età

domenica 7 novembre 2010

domenica 31 ottobre 2010

mercoledì 13 ottobre 2010

Godetevi lo spettacolo!!!

Apparire... essere o... avere?


Che il teatrino della poitica (frase abusata in questo periodo dagli stessi attori) si alimenti delle luci abbaglianti della ribalta è noto da tempo. Gli attori (opss. i politici) presenziano con grande enfasi i grandi eventi e catastrofi finché, le luci dell'interesse pubblico accese, evidenziano il loro apparire. In tali occasioni non lesinano sorrisi e saluti davanti a stuoli di fotografi e telecamere dove sfogano vogliosi la spasmodica brama di esibizione. Basta guardare come nelle trasmissioni televisive si contendono con arroganza, spesso al limite del parossismo, i secondi in più negli interventi. I molteplici disastri ambientali, lutti di guerre, miserie umane, fame, disagi, diventano palcoscenici ambiti per la ribalta. Anche un'abbuffata riconciliatrice nel centro di Roma ladrona diventa un'occasione ghiotta per l'esibizione.
Ma la miseria e la pochezza di questa smania si infrange contro un Parlamento vuoto, indifferente al lutto che ha provocato una guerra (non una missione di pace) voluta da quegli stessi politici che con la loro assenza hanno offeso la memoria di chi si è sacrificato anche in loro nome.
Forse in Parlamento le luci non illuminano abbastanza la vanità umana.



I politici italiani non meritano il sacrificio dei nostri militari.



Paglia

domenica 3 ottobre 2010

A Cesare quel che è di Cesare


Dopo le nostre rivendicazioni a gran voce e il disappunto, evidenziati su quotidiani e rete, per l'ennesima mancanza di considerazione e rispetto nei confronti della nostra Città, si accantonano termini altisonanti come "Capitale", superficialmente affibbiate, a realtà secondarie nel campo, da politici troppo interessati, intraprendenti e frettolosi di apparire e si parla di territorio con le sue varie caratteristiche specifiche ascrivibili al concetto di dieta mediterranea, o, per la nostra cultura, cibo del contadino
Voglio citare una parte di un articolo di Tommaselli il quale ha "dovuto" riconoscere il valore universale della cultura gastronomica cegliese, sottolineando che "...la scuola per la Dieta Mediterranea è da radicare a Ceglie Messapica, dove ha sede una Scuola di Gastronomia e di cui è nota universalmente la cultura e la qualità gastronomica".
E' un'ottima frase che giro come risposta a chi è in vena di tacciare di c
ampanilismo, banalità e grasse polemiche, chi difende la propria terra e le proprie radici da scippi ingiustificabili.
Soprattutto quando chi difende la propria terra è supportato non dal cuore ma da prove schiaccianti.
Ricordiamo che quando si parla di "qualità gastronomica" non si parla semplicemente del ristoratore. Questo è soltanto la punta appariscente della catena. Grande valore hanno anche i prodotti di cui fruisce oltre al ristoratore anche l'intera comunità. Parlo dei prelibati  prodotti caseari delle masserie cegliesi, dell'alta qualità dell'olio di oliva delle nostre colline, ricco di antiossidanti, per le peculiarità del terreno e le pregiate varietà di olive. Parlo della mandorla cegliese, base importantissima del biscotto omonimo, delle grandi varietà di verdure ed ortaggi prodotti in piccoli appezzamenti di terra, delle qualità di frutti dal sapore impareggiabile e dai profumi inebrianti che solo una terra arsa dal sole, povera di acqua ma ricca di minerali come la nostra può produrre. Parlo dei piccoli distributori di prodotti locali non ancora soggiogati dalle grandi distribuzioni alimentari. Parlo per finire delle le erbe aromatiche e spezie, importante corollario, per far risaltare ulteriormente i prodotti della nostra prelibata cucina. Tutto questo fa di Ceglie, un territorio centrale nella dieta mediterranea e un'eccellenza gastronomica, scevra da massificazioni e mistificazioni alimentari, riconosciuta e premiata da un turismo elitario dal palato raffinato.



Non si può accusare di fare grassa polemica per difendere una grassa politica!!!

No a quei politici che, come Re Mida al contrario, trasformano le eccellenze in ghetti.

Facciamo sentire ancora più forte la nostra voce su Facebook




Meditate politici, meditate...





















 




 

martedì 28 settembre 2010

La tavola del contadino




Un tempo la tavola dei poveri.
Nobilitata dal valore, riconosciuto alla dieta mediterranea dai maggiori dietologi mondiali, diventa pomo di discordia di (in)comprensibili giochi politici.

domenica 19 settembre 2010

Ritorno al passato?


Ecco una mia lettera aperta scritta nel 2003 al sindaco di allora Mario Annese e pubblicata su "l'Idea on line"

In queste ore un artista cegliese, il pittore e scultore Pino Santoro, ha inviato una lettera aperta al sindaco Mario Annese dai toni struggenti e giusti. La proponiamo integralmente.

Eutanasia di un ospedale, si chiudono cinque secoli di storia
"Siamo tanti i cegliesi che non accettiamo la chiusura dell’Ospedale sacrificato dal Piano di riordino ospedaliero. Ci è stato detto che questo è necessario per migliorare la qualità dei servizi e ridurre i costi. In pratica è stato un freddo calcolo di pianificazione economica che favorisce le strutture private, aumenta i disagi in quelle pubbliche per diminuire i costi della Sanità. Il convento dei Cappuccini sull'area dell'ospedale
Mi viene a questo punto in mente una cinica battuta del Presidente del Consiglio Berlusconi, in un’intervista in occasione di uno sciopero: “ Se gli operai e i sindacati mi dimostrano che lo sciopero fa aumentare il P.I.L. noi ci adegueremo”. E’ deprimente constatare che noi siamo considerati P.I.L. e costi. Dove mettiamo la dignità e il diritto a un lavoro più umano e, nel nostro caso, alla salute di diversi ammalati, le garantisco, già rifiutati da alcuni ospedali, per mancanza di posti. Dov’è a questo punto il superfluo dell’ospedale di Ceglie e il tanto sbandierato miglioramento dei servizi?  Una struttura pubblica deve guardare alla qualità dei servizi offerti non al profitto.
        Voglio anche sforzarmi di comprendere la necessità del piano Fitto, ma quello che non accetterò mai è perché tocca sempre a Ceglie sacrificarsi e subire i disagi dei tagli in qualsiasi settore. Sembriamo condannati a non aver mai diritto a nulla: uffici pubblici, servizi scarsi o inesistenti (ultimo in ordine l’ufficio ticket), persino i beni culturali ed artistici, di cui abbondiamo, sembrano dei fantasmi inafferrabili (il Castello può essere un emblema per una lunga lista).
        Vorrei che i nostri amministratori fossero più orgogliosi di essere cegliesi ed avessero più convinzione nel valorizzare e difendere Ceglie, da qualunque schieramento essi provengano.
Negli anni passati, per la costruzione dell’Ospedale, una scelta infelice di luogo ci privò di un autentico gioiello del passato (il Convento dei Cappuccini). Non parlo da inguaribile, romantico sognatore, amante dell’Arte; quel sito oggi sarebbe una straordinaria miniera turistica. Con quella scelta i Cegliesi diventarono più poveri di un bene culturale ed artistico irripetibile. Oggi un’altra scelta infelice ci rende più poveri di un bene sociale ed umano. Il Convento dei Cappuccini, non esiste volontà che possa restituircelo, l’Ospedale invece è là; basta solo la buona volontà e più amore per la nostra Ceglie per ridarcelo.



Pino Santoro



L'ospedale di Ceglie Messapica NON SI TOCCA!!!




E c'è chi vorrebbe accusare i cegliesi di campanilismo accontentandosi di qualche fumoso "se".

martedì 14 settembre 2010

Eravamo nel lontano 2004


 Ma cosa non ha funzionato o chi ha voluto ignorare Ceglie?



Repubblica descrive Ceglie "il paese del Buongusto"
Sabato, 9 ottobre


Tre ristoranti di Ceglie finiscono in testa alla classifica della "Guida dell'Espresso". Ieri l'edizione pugliese di Repubblica ha dedicato un reportage al paese degli chef realizzato da Gianni Messa. Pubblichiamo di seguito l'articolo dell'inviato.
 
Ceglie, la capitale del gusto


L'articolo di Repubblica, 8 ottobre 2004


Anche la controtendenza, qui a Gustolandia, è un’arte da assaporare. Prendiamo per esempio Antonio Amico, l’imprenditore che si è messo in testa di andare a fare affari in Cina: esporterà prodotti agroalimentari. A Ceglie Messapica, dove 1.200 dei 22mila abitanti hanno perso il lavoro negli ultimi tre anni per la crisi del tessile, tre ristoranti sono fra i migliori 20 di Puglia nella “Guida dell’Espresso”: il Fornello da Ricci, la Fontanina e Cibus.
Roba da 50 e passa euro  a persona, da immolare per   un filetto di puledro al Negroamaro con patata sotto la cenere(Cibus), la crostatina di bietole   selvatiche con frullato di pomodori piccanti e il punch caldo di cavolfiore (Fornello da Ricci), il fagottino di verza con grano saraceno, scamorza affumicata e pancetta (La Fontanina).
In questa terra di confine tra Valle d’Itria e Salento, regno dei Messapi che Roma sfiancò dopo mille battaglie, Gustolandia affonda le radici antiche. Basta fare un salto nello studiolo di Michele Ciracì, lo storico del paese, per farsene un’idea. Sfogliando una copia del catasto murattiano di inizio Ottocento. «All'epoca qui c'erano 46  cantine. E tutte preparavano da mangiare». Mica poco, se si pensa che questa non era zona di transito per mercanti e viag-giatori. «Ma i dati nel censimento del 1861 parlano chiaro: in quegli anni Ceglie aveva addirittura più abitanti di Brindisi». Fin qui la storia. La cronaca di oggi, invece, non può prescindere da un'altra gloria locale: il biscotto cegliese. Una prelibatezza, secondo alcuni; una perniciosa bomba calorica, a sentire gli altri. Il barista del Caffè Roma, a due passi da piazza Plebiscito, spiega il perché di quella spaccatura ideologica: un cuore di pasta di mandorla imbevuta di Strega, marmellata di ciliegie e glassa al cacao. Il depositario della ricetta tradizionale era Donato Gallone (del caffè Centrale). Il quale dieci anni fa è passato a miglior vita portandosi dietro il segreto del vero biscotto cegliese. “Che era ben altra cosa” assicura Ciracì. E che nemmeno i figli del de cuius potranno riproporre: la ricetta resterà un tabù anche per loro.
Anche la versione moderna del biscotto ha comunque una sua dignità. Il problema è che può essere mangiato soltanto qui: dopo un paio di giorni il biscotto perde la sua fragranza e si trasforma in una mappazza. Siamo al mordi e fuggi, insomma. Che poi è un altro grande problema di Gustolandia: la gente arriva, divora e va via. E’ inutile cercare ricadute sull’economia locale che esulino dai fatturati dei tanti ristoranti. Che impegnano 200 persone durante la settimana, con punte di 500 nel weekend. Ma è anche vero che molte lavorano in nero. E’ così che è nata l’associazione “Ceglie è…”: un un calderone nel quale racchiudere il meglio dell’offerta gastronomica di Ceglie Messapica. Il presidente è Angelo Ricci, quello del Fornello, e il segretario Francesco Nacci (della Montanina). Che spiega: “Qui la concorrenza ce la facciamo soltanto sulla qualità dei prodotti e dei servizi che offriamo. Per il resto cerchiamo di lavorare assieme per promuovere la nostra immagine». Il segreto dei successi di queste aziende è nel mix fra tradizione familiare e cultura d'impresa: Nacci (che gestisce l'albergo e il ristorante con papà Nicola e mamma Immacolata, alternandosi con loro ai fornelli) ha studiato marketing turistico a Firenze; Antonella Ricci, figlia di Angelo e cuoca del Fornello, è laureata in scienze bancarie e sua sorella Rossella, apprezzata sommelier, è diplomata al conservatorio; Angelo Silibello, detto Lillino, motore immobile del Cibus (in cucina ci sono mamma Giovannina e la sorella Filomena), è un appassionato cultore di musica jazz e di tradizioni gastronomiche nostrane. Va da sé che questo polo artigianale del gusto sia diventato un punto di riferimento anche per l'università: in questi giorni 24 giovani laureati, provenienti da tutta la Puglia, sono a Ceglie per verificare sul campo quello che hanno studiato in un master. Ma allora che cosa non funziona in questo paese? I sindaci. Che da queste parti durano molto meno dei commissari prefettizi: cinque dal 1993 a oggi (il Comune è ancora commissariato). L’unica giunta che è riuscita a resistere è stata quella di Pietro Mita, comunista di Rifondazione, che ha fatto svoltare a sinistra un elettorato prevalentemente di centrodestra. Poi il niente: maggioranze risicate e consiglieri voltagabbana capaci di far cadere una giunta nel giro di una notte.
Qui d’altronde i primi cittadini non hanno mai avuto vita facile. Lo dimostra  (con tutta l'enfasi del caso) la lapide che ricorda Ettore Tagliaferro, il sindaco che nel 1922 fu stroncato da una crisi cardiaca in pieno consiglio comunale: “Sulla casa del popolo nel fervido lavoro si spense repentinamente radiosamente per passare quale trionfatore fra un nimbo corrusco di fiori di laudi del popolo benedicente glorificante".



(Gianni Messa, La Repubblica)
 



Ultime sulla chiusura dell'ospedale cegliese

venerdì 10 settembre 2010

Quando i colori sono un optional


Un cinico gioco quello a cui assistiamo in questi giorni a danno di cittadini, che loro malgrado, si trovano incastrati negli ingranaggi di strane (per i non addetti ai lavori) manovre politiche.
Il fiore all'occhiello della sanità brindisina, dopo un lento ed inesorabile smantellamento, si trova, in un decennio, ad essere di troppo secondo una logica che considera secondario un bacino di utenza di 50.000 persone.
Secondo la stessa logica diventa di eccellenza perfino un ospedale costruito nei pressi di scarichi fognari di un grande paese e di conseguenza con poche garanzie igieniche.
Diventa eccellenza un ospedale dove le ambulanze, per raggiungerlo, spesso sono costrette ad attedere davanti al passaggio a livello chiuso, per decine di minuti preziosi che passi il treno, poiché quella assurda logica non ha previsto un ponte.
Sempre la stessa logica, fa meritare leadership culinarie anche a chi non ha grandi tradizioni in tal senso.
E le stelle stanno a guardare era il titolo di un noto film, ma anche le stelle qualche volta possono incazzarsi (lasciatemi passare il termine) per il fiume di m....a che passa sotto di loro.
Perché è sempre la stessa logica che considera la meritocrazia carta straccia, il nepotismo e il clientelismo metro irrinunciabile. La stessa cinica logica che predilige il bacino di consensi a quello di utenza.
E i cegliesi sono davvero stanchi di vedersi scippare continuamente i loro sacrosanti diritti.
Non voglio spiegare qui tutte le documentate ragioni che ci sono per non chiudere il nostro ospedale perché in questi giorni se ne parlerà ampiamente su vari giornali e blog.
Voglio solo dire che un taglio di spesa sanitaria che dovrebbe essere equamente ripartito tra le varie strutture della provincia di Brindisi non può concentrarsi soltanto su Ceglie e Cisternino, mentre a Fasano si dovrebbe incrementarla con reparti ex novo, con evidenti e consistenti aggravi di spesa.
Ma ci prendiamo davvero per i fondelli?
A questo punto diventa anacronistica una cieca sudditanza politica di fronte al rischio di perdere un bene prezioso come quello del diritto alla salute.
I colori di appartenenza si possono anche fondere quando lo scopo è comune e non ci sono giochi nascosti, e possono dare origine ad un orgoglio cegliese che sonnecchia da troppo tempo.





Foto dell'assemblea allargata tenutasi nella sede di Sel

giovedì 9 settembre 2010

Vicini ai bisogni reali della gente


Aperta la nuova sede di Sel a Ceglie Messapica che da Corso Garibaldi si è trasferita in Piazza Plebiscito.
Partenza alla grande, con un incontro aperto al pubblico, sul tema scottante della chiusura dell'ospedale. Il direttore sanitario Antonio Valente illustrerà i motivi per cui il nostro ospedale non dovrebbe essere destinato alla chiusura.



Appuntamento per domani sera ore 17,00.




Pierangelo Mita Approfitto di questo spazio per invitare tutta la comunità cegliese, nessuno escluso,domani sera alle ore 17.00 presso il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà (accanto al Cafè Agorà-Piazza Plebiscito) dove si terrà un assemblea allargata per discutere sulla condizione generale della sanità pugliese e in particolare su...lle sorti del nostro amato ospedale. Sarà presente un personale medico autorevole e qualificato pronto a chiarire gli aspetti tecnici di questo presunto e spietato piano di rientro che vedrebbe chiusa una struttura di rilevante importanza come la nostra, da sempre considerata il fiore all'occhiello della sanità brindisina. L'obbiettivo è quello di fare informazione...per poi pianificare insieme a voi un efficace piano di azione!!! L'ospedale non è ne di destra ne di sinistra...



Chiusura ospedale di Ceglie, un documento di Sel: “E’ una scelta illogica”


sabato 4 settembre 2010

Panem et circenses



La strada di Ceglie verso il futuro più che di percorsi regolari sembra fatta di montagne russe, o, se vogliamo cambiare metafora, passa dalle stelle alle stalle. Il risveglio è davvero amaro dopo un'estate che ci ha illusi di avanzamenti di posizione nella scala del benessere sociale, animata com'era, da tantissimi turisti e ospiti di alto livello che hanno riempito le serate dell'estate cegliese. Purtroppo era solo un "sogno di una notte di mezza estate". Momentaneamente ci hanno distratto da una realtà davvero ingrata per una comunità che non merita di essere maltrattata fino a questo punto.
La gloria di una serata con Billy Cobham non può compensare la perdita del titolo di capitale della gastronomia, che passa in altre mani già colme o far andar giù la pillola della chiusura dell'ospedale che ingrosserà le fila di poveri e disperati emigranti,
bisognosi di salute e lontani dalle possibilità di comode cliniche private. Sicuramente è più piacevole esibirsi, per le strade del "paesino" con le auto blu, veleggiando alti e distanti dai bisogni reali della gente che difendere a denti stretti quello che rimane ai propri rappresentati. Non bisogna meravigliarsi se poi i rappresentanti istituzionali non benvoluti ed apprezzati dagi elettori, esasperati dalla mancanza di considerazione, vengono costretti periodicamente a forzate pause di riflessione. Di solito, purtroppo, non servono a nulla in termini di maggiore impegno altruistico verso la comunità rappresentata.
Il benessere della società si misura anche in base ai servizi di cui può fruire, non solo dal numero di spettacoli a cui può assistere. E' più facile elencare i servizi necessari a cui non hanno diritto i cittadini di Ceglie.
Diteci possiamo dare ancora qualcosa ai nostri vicini pigliatutto?



Toh, manca solo la cittadinanza onoraria.



Accontentiamoli subito!!!
accompagnata naturalmente da un bellissimo omaggio floreale


L'ospedale di Ceglie non si tocca!!!
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lunedì 5 aprile 2010

Blogosfera cegliese


Se si dovesse considerare tutto quello che, in questi giorni, è stato scritto con commenti anonimi, finti o reali, non se ne sarebbero salvati molti di blog cegliesi.
Tutti i candidati sindaci sono stati accusati di essere dei burattini, pupazzi, muti, ubriachi e forse di più, ecc... Candidati consiglieri definiti con termini ancora più pesanti (ricordo, per la comune esperienza in Sel, le frasi offensive rivolte a Romina Albano).
Nessuno di loro, però, si è sentito in diritto di denunciare, anche se indicati con nome e cognome e non con una sigla.
Hanno accettato il fatto che mettersi in gioco comporta qualche controindicazione.
Questa campagna elettorale è stata caratterizzata da un mezzo in più rispetto alle precedenti: internet con le sue molteplici piattaforme. Purtroppo, in questa occasione, ha mostrato il lato peggiore del suo utilizzo: quel genere di anonimato volutamente usato, in modo disinvolto, per avvelenare un clima che, per la sua natura di competizione all'ultimo voto, è fatto di tensione altissima.
Non condivido la decisione di mettere in difficoltà due voci libere o faziose, ma fortemente rappresentative della nostra comunità, come quella di Piazzaplebiscito e Tribuna Libera.
Credo che questo sia un passo ulteriore verso l'allontanamento della gente dalla res pubblica e dai partiti sempre più arroccati su se stessi.
Mi auguro che chiunque vada ad amministrare Ceglie sia davvero aperto alle problematiche, alle esigenze ed alle proposte dei cegliesi, ed abbia grande apertura mentale per giudicare il valore delle cose non solo in base a gusti ed esigenze personali.

 



"La cultura, se trattata con obiettiva considerazione, paga anche in termini di voti."

giovedì 18 marzo 2010

Assenteismi e doppi incarichi



 



Magno, al comizio di questa sera in piazza, ha promesso che se verrà eletto farà il sindaco a tempo pieno.
E Federico come gestirà il ruolo di preside e di Sindaco?

lunedì 15 marzo 2010

Rita Borsellino è con Nichi Vendola






Devo ammetterlo: ogni volta che incontro Nichi Vendola, ogni volta che ci fermiamo a parlare della Puglia, mi prende una sorta di invidia. Non la nascondo, anche perché è un’invidia “buona” nei confronti di una regione che, a differenza della mia Sicilia, ha saputo affrontare negli ultimi anni i nodi critici del suo territorio, rilanciare la crescita economica e sociale, creare le premesse per uno sviluppo di lunga durata. Progressi che ho potuto constatare con i miei occhi e con gli occhi di tutti quei pugliesi che ho visto di nuovo pieni di fiducia ed entusiasmo. Lo stesso lucido entusiasmo di Nichi, di quando mi parla della sua terra, della sua esperienza di presidente, racconti al contempo sofferti e pieni di speranza.



In questi anni, la Puglia è cresciuta e ha resistito. E’ cresciuta nel turismo, nella promozione delle energie alternative, negli investimenti per i giovani, nella lotta al precariato e al caporalato, nel contrasto all’inquinamento e alle speculazioni sul territorio. Il tutto lungo un percorso di democrazia sempre più partecipata. Ma la Puglia ha anche resistito, è stata un baluardo nelle difesa di quei diritti messi a repentaglio dalle politiche del governo Berlusconi. Ha resistito al nucleare, all’assalto alle coste, al rigassificatore di Brindisi. Si è opposta al raddoppio dell’Eni di Taranto e ha fatto di un’opera strategica e imponente come l’acquedotto pugliese la bandiera più bella nella difesa del diritto all’acqua come bene pubblico.


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venerdì 12 marzo 2010

Proposte indecenti


Vorrei chiarire a chi mi fa pirotecniche promesse (ed è successo in questi giorni), in occasione di campagne elettorali, che è cascato male.
Una premessa doverosa è che comprendo benissimo la situazione delle famiglie della Tecnomessapia, perché sono passato da quella situazione. Circa cinque anni fa per la chiusura del'azienda tessile in cui lavoravamo io e mia moglie siamo entrambi rimasti senza lavoro, (come lo sono state molte centinaia di famiglie a Ceglie nel settore tessile). E' stata difficile ed abbiamo dovuto, dopo un periodo di cassa integrazione e di disorientamento per il futuro, reinventarci la vita. Personalmente ho la fortuna di avere mille interessi, compresa l'Arte (ma c'è chi non se n'è mai accorto quando non era in piena decadenza), e mi sono adattato ad altre situazioni. Non sono certamente stati i sorrisi di facciata di quelli che ora mi avrebbero voluto persino nelle loro liste ad averci aiutati.
Non dobbiamo niente a nessuno!
Se, per libera scelta, sono simpatizzante di Sinistra e Libertà è anche perché mi è piaciuta la sincerità di Giordano:
"Non prometto nulla perché sarei poco credibile e userei la stessa vecchia politica delle false e facili promesse".


giovedì 11 marzo 2010

Oltre ogni aspettativa


I quattro gatti si sono moltiplicati esponenzialmente.

E Vendola inaugurerà la fabbrica di Nichi a Ceglie Messapica venerdì 19 alle ore 16,00.


Anche il contatore di questo blog vola, da diversi giorni, sulla media giornaliera di 100 visitatori e 200 pagine visionate.
Grazie a voi tutti


Angelo Giordano, candidato Sindaco


Toni Matarrelli candidato alla Regione


parte del pubblico

Guarda le altre foto




Pino Santoro



Una retrospettiva di alcune opere di Pino Santoro sarà allestita per l'occasione