...Il Baunard si domanda: "Che fanno le menti moderne? Dubitano. E i loro cuori? Soffrono." E in una profonda analisi psicologica delle sofferenze di un gruppo di poeti e filosofi, rileva l'irrefragabile testimonianza dello strazio che il dubbio fa degli animi.
Teodoro Jouffroy chiede: "E come si può vivere in pace quando non si sa né donde si viene, né dove si va, né quel che si debba fare quaggiù? Quando tutto è enigma, mistero soggetto di dubbi e di affanni?".
E più recentemente il noto incredulo Bernard Shaw, nel suo ultimo lavoro: "Troppo vera per essere buona", per bocca dell'avventuriero Aubrey fa questa significativa confessione: "La fatale parola 'no' si è insinuata miracolosamente in tutti i nostri riconoscimenti di fede. Ma basta questo 'no'? Per un ragazzo sì, ma per un uomo, mai. E io ho bisogno di un'affermazione positiva, io so soltanto che devo trovare la via della vita, per me e per noi tutti, altrimenti siamo tutti perduti"...
Teodoro Jouffroy chiede: "E come si può vivere in pace quando non si sa né donde si viene, né dove si va, né quel che si debba fare quaggiù? Quando tutto è enigma, mistero soggetto di dubbi e di affanni?".
E più recentemente il noto incredulo Bernard Shaw, nel suo ultimo lavoro: "Troppo vera per essere buona", per bocca dell'avventuriero Aubrey fa questa significativa confessione: "La fatale parola 'no' si è insinuata miracolosamente in tutti i nostri riconoscimenti di fede. Ma basta questo 'no'? Per un ragazzo sì, ma per un uomo, mai. E io ho bisogno di un'affermazione positiva, io so soltanto che devo trovare la via della vita, per me e per noi tutti, altrimenti siamo tutti perduti"...
Dall'introduzione a "Il senso della vita umana"
di Vittorio Marcozzi
ed. 1952