martedì 8 luglio 2008

venerdì 4 luglio 2008

E perché no?



La mia prima poesia scritta all'età di diciotto anni è rimasta inedita fino ad ora.



OMBRE

Un vecchio sapiente


sulla strada incontrai.



- Perché corri ed aneli -



mi chiese curioso,



- fermati un attimo e guardati intorno.




E' bello il mondo. -


- Non posso fermarmi -



risposi ansimando,



- l’ho quasi raggiunta inseguo


quell'ombra . -



E lui tranquillo:



- Anch’io una volta



inseguivo le ombre



ma quando felice



le avevo raggiunte



e tendevo la mano



le effimere illusioni



svanivano nel nulla.



Allora fidavo in agili gambe



ma ero cieco



alle gioie vere del mondo.



Ed ora che sono vecchio,



stanco e fiaccato



ho diottrie nel cuore



che rifuggono il vacuo. -



- Lasciami o vecchio quell'ombra mi sfugge



e prenderla devo.-



E ripresi la corsa, ignorando richiami,



tra boschi e rovi



anelando, inciampando



invano inseguendo



una fuggevole ombra.




mercoledì 2 luglio 2008

Dove i diamanti non hanno valore

Era da parecchio tempo che avevo preparato questo video su Madonna della Grotta, utilizzando foto scattate da me e da Franca Bassi. Poi,  tutta la vicenda,  è entrata in una situazione stagnante ed ho preferito, nel frattempo, di non pubblicarlo. Di tanto in tanto Franca ha cercato di smuovere le acque, per ricreare l'interesse sull'argomento mentre attendeva, invano, risposte a missive inviate a nostri rappresentanti istituzionali.
Le risposte, anche per semplice cortesia, si dovrebbero dare.

Grazie don Gianfranco per le nuove informazioni su un pezzo della nostra storia sulla quale si stava mettendo una pietra sopra.




mercoledì 25 giugno 2008

Dalle ombre al buio fitto


Lunedì sera sono andato a trovare, insieme a Damiano Leo, la poetessa cegliese Rita Santoro Mastantuono. Ormai completamente cieca, ha ancora uno spirito che vede benissimo oltre la realtà. Vorrebbe incontrare alcuni amici della blogosfera cegliese che ha conosciuto tramite la frequenza dei blog da parte di sua figlia.
Cecità
Mano insinuante d'un destino
in cruciale innesto di dolore
in un simultaneo accesso alla voglia del vivere.
E come nel fondo d'una grotta
anima appassita
in lembo di stagno acuminato
insediano alle pupille.
E martellante sponda
in crudele inserto di tristezza
nullificando ardori
eliminante pace.
Invisibili riquadri di orizzonti rinascenti
in latitudini smarrite.
E stazionaria eclissi
di luminosi affreschi
nel regno smisurato delle tenebre.
Mai serena svolta al tuo destino.
E nel fluire lento di ombre in processione
muto il volto della terra
senza colori e doni
pur in ampiezza di germogli
sempre rinascenti.
Cecità
permanente amplesso di fuligine.
E sole e stelle e luna
in cancellato abbraccio al tuo destino.
Ma la musica
musica soltanto a precipizio
intenta a scuotere le fronde
dell'oceano senza sponde della notte.
Ed alberi maestri in emergenza
ed ali in volo
e profili ricamati in nuvole d'argento
nei passi solleciti d'un sole
che pur ti accarezza.
E ridisegnando colori le tue dita
toccano rami accarezzando fiori.
Musica
Musica ardente sollecitante amore.
Ed a suggerir qualcosa in confidenza
il vento alle tue sponde
come in accordi di chitarra lungo la siepe
in bisbigli acuti della pioggia
che pur qualcosa immette
al tuo respiro.
Da "Grappoli di sogni" di Rita Santoro Mastantuono

martedì 24 giugno 2008

Oggi giorno di San Giovanni

Da un vicino del trullo di Franca ho ascoltato un proverbio della tradizione cegliese che, con il caldo insopportabile di oggi, giorno di San Giovanni, calza benissimo:

U giurn d sangiuann iet u cchjù cat d tuttu l'ann.
Il giorno di San Giovanni è il più caldo di tutto l'anno.